Un rendering del E1 World Electric Powerboat Series, ovvero il campionato mondiale di barche elettriche

Nasce sull’asse Miami-Caserta il progetto Vertus Yacht: barche elettriche “firmate” Valerio Rivellini, il designer dell’innovazione

di Sergio Troise
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CASERTA - Il primo modello sarà in acqua nell’autunno del 2022 e il lancio sul mercato è previsto nel 2023. Ma le linee guida del progetto sono state già rivelate e sin da ora si può dire che per la nautica da diporto si delinea una novità rivoluzionaria: dalla collaborazione tra i fratelli Fabio e Alfonso Galdi (imprenditori esperti nel campo delle tecnologie innovative) e l’ingegnere-designer Valerio Rivellini sta per nascere infatti una linea di barche ecologiche spinte da motorizzazione elettrica: una scelta coerente con la necessità di sperimentare anche in mare la transizione energetica, come dimostrano altri esempi sparsi qua e là per il mondo, in testa l’E1 World Electric Powerboat Series, ovvero il campionato mondiale di barche elettriche che prenderà il via nel 2023 (foto in alto).

E’ Vertus Yacht il nome del neonato cantiere “con cervello negli Stati Uniti e cuore in Italia”. La sede legale si trova infatti a Miami (dove vive Fabio Galdi) mentre la costruzione viene eseguita in Italia, in provincia di Caserta. Nei piani c’è la costruzione di un day-cruiser di alta gamma la cui propulsione elettrica sfrutterà le più recenti tecnologie disponibili oggi sul mercato. Il primo modello sarà un 43 piedi (poco più di 13 metri) e verrà esportato esclusivamente in America, ovvero nel paese più avanzato dal punto di vista delle infrastrutture energetiche. Più in là si guarderà anche al mercato europeo, e dunque all’Italia.

L’intera costruzione – vale la pena sottolinearlo - sarà eseguita nella succitata sede casertana del cantiere, con la supervisione di Rivellini: il designer napoletano (lo stesso che ha firmato l’innovativa linea EVO di Blu Emme Yacht) sta lavorando a un progetto mirato alla realizzazione di una imbarcazione che all’apparenza non dovrà necessariamente distinguersi come elettrica, ma dovrà avere le sembianze di un weekender sportivo, con 4 posti letto e configurazione walkaround.

Secondo le prime indiscrezioni trapelate non verranno utilizzati i foil (come altre barche innovative già sul mercato) né ci si industrierà alla ricerca di forme e segni particolari. Il progetto mira infatti alla realizzazione di una barca di bell’aspetto in grado di utilizzare sia una motorizzazione ibrida (con motore Volvo Penta V6 da 380 cv abbinato a una unità elettrica) sia una full electric.

In quest’ultimo caso l’obiettivo ipotizzabile è una velocità di crociera di 20 nodi con un’autonomia di navigazione di 4 ore (80 miglia), probabilmente migliorabile di molto ovemai venga adottato un extender range, ovvero un sistema utile sia alla ricarica delle batterie in navigazione sia all’ormeggio (nel caso manchino colonnine in porto).

La prima unità di questa startup italo-americana dovrebbe fare da apripista a una serie di day-cruiser o weekender adatti a brevi crociere, ovvero quelle barche di misura media (tra 24 e 50 piedi), tra le più diffuse sul mercato nautico. Una nota del cantiere assicura che “grazie alle capacità imprenditoriali e alle attente analisi di mercato dei fondatori, Fabio e Alfonso Galdi, ci si prepara a lanciare una gamma di barche con un’efficienza e un’autonomia paragonabili o superiori a quelle degli yacht a propulsione termica. Ciò avverrà grazie all’uso di tecnologie di propulsione ed energetiche sviluppate dal team di ricerca e sviluppo di Vertus”.

Più in dettaglio, il Ceo del neonato cantiere, Fabio Galdi, dichiara: “La nostra esperienza imprenditoriale nel campo dello sviluppo di tecnologie innovative, unita alla nostra passione per la nautica, ci hanno permesso di identificare una nicchia di mercato non ancora sviluppata in un segmento particolarmente florido. Così abbiamo deciso di proporre uno dei prodotti più in voga in questo momento, ma dotato della propulsione del futuro. Vorremmo diventare il nuovo benchmark della nautica a propulsione elettrica, così come è successo nell’automotive, dove un singolo marchio (Tesla, ndr) ha fatto da apripista a tutti i costruttori mondiali”.

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Domenica 10 Aprile 2022 - Ultimo aggiornamento: 06:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA