La conferenza stampa di presentazione di Nauticsud 2026

Nauticsud, tutto pronto per la 52^ edizione, ma quante ombre sul futuro! Mercato in crisi, posti barca introvabili, disaccordo sul bis a ottobre

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

Presentata a Napoli la 52ma edizione del Nauticsud, storica fiera indoor dedicata alle barche di medie e piccole dimensioni. Organizzata da Afina (Associazione Filiera Italiana della Nautica), la manifestazione si svolgerà dall’8 al 15 febbraio negli spazi fieristici della Mostra d’Oltremare. Circa 500 le barche in esposizione, in prevalenza gommoni, gozzi e day-cruiser di misura compresa tra i 6/7 e i 13/15 metri, ovvero quella piccola e media nautica che da tempo soffre di una crisi difficile da superare, quantificabile – secondo gli esperti – in un calo del 35% della produzione e del 25% del fatturato.

Una crisi – è stato ricordato nel corso della conferenza stampa di presentazione del salone partenopeo – che non si può spiegare soltanto con le tensioni internazionali, l’aumento dei costi delle materie prime e dei tassi d’interesse, ma anche con la persistente mancanza di ormeggi. “Senza adeguate strutture portuali – dicono gli operatori del settore, in testa il presidente di Afina Gennaro Amato – non si va da nessuna parte, i potenziali clienti restano freddi, e avremo problemi anche ad ospitare i turisti-armatori che verranno a Napoli per assistere alle regate dell’America’s Cup. Se non c’è posto per i diportisti locali, figuriamoci per chi viene da fuori”.

Sulla questione si dibatterà con le massime autorità cittadine, in testa il sindaco Gaetano Manfredi, nel corso di un convegno intitolato “L’economia della nautica da diporto in Campania”, in programma sabato, nella giornata inaugurale del Salone. La speranza degli operatori del settore è che vengano date finalmente risposte su questioni aperte e irrisolte da tempo, ovvero sui progetti legati al Pua, il Piano urbanistico attuativo per la costa napoletana che mira a riqualificare il litorale da Posillipo a San Giovanni a Teduccio, focalizzandosi – si spera - non solo sulla balneabilità, sulle piste ciclabili, sui marciapiedi e sull’arredo urbano, ma anche sulla realizzazione di posti barca.

E’ talmente sentito, il problema, che ha deciso di “scendere in campo” persino il Tennis Club Napoli, che ovviamente non ha uno sbocco sul mare, come i circoli nautici, ma già nel 2025 ha presentato richiesta per allestire un campo boe nel tratto di mare di fronte alla sede del circolo. Lo ha rivelato il presidente del sodalizio, Riccardo Villari, presente alla conferenza stampa di presentazione del Nauticsud. “Purtroppo – ha detto il numero uno del circolo del tennis - non siamo stati autorizzati, ma proveremo a farci avanti di nuovo per la stagione nautica 2026. Il problema è grave sia per i napoletani, sia per chi arriva da fuori e non sa dove ormeggiare”.

Aldilà del “rimedio” prospettato dal circolo del tennis, a rendere grottesca la questione è il disinteresse mostrato finora verso progetti interessanti, presentati da privati (come più volte sollecitato dall’amministrazione comunale), elaborati da esperti del settore. Si tratta di progetti relativi sia all’allargamento del porto di Mergellina, sia all’area del cosiddetto “golfetto di Nisida”, vicino agli spazi dedicati alla Coppa America, dove sarebbe possibile realizzare una struttura adeguata, migliore di quella che viene allestita ogni anno, da maggio a settembre, con concessioni provvisorie per pontili galleggianti, campo boe e non più di 12 attracchi a una banchina fissa. Lì, tra l’altro, è stato già disposto un aumento del 10% del costo per l’ormeggio estivo.

“Vedremo quali saranno gli sviluppi” dice Amato, sforzandosi di credere nella svolta tanto attesa e manifestando fiducia “nell’interesse del territorio, che dal turismo nautico può trarre solo benefici”. Ma a rendere l’orizzonte piuttosto grigio c’è dell’altro. Dopo 10 anni di attività (tanti sono gli anni dell’Afina) in collaborazione con l’ente Mostra d’Oltremare, si profila infatti una separazione. E, di conseguenza, la possibilità che si cancelli dal calendario fieristico il Nauticsud. Nel corso della presentazione della 52ma edizione il numero uno dell’associazione specializzata in fiere nautiche (organizza anche due edizioni all’anno di Navigare, con esposizione e prove in mare, un salone a Bologna e un altro a Roma) ha avanzato infatti la proposta di un’edizione bis del Nauticsud a ottobre, per poi fissare stabilmente una data autunnale a partire dal 2027. Per nulla preoccupato dalla quasi sovrapposizione con il Salone di Genova (1-6 ottobre), Amato sostiene che “sarebbe la soluzione giusta per favorire i cantieri, che avrebbero più tempo, almeno cinque mesi, per costruire le barche ordinate in autunno e consegnarle entro l’estate successiva. Se ne avvantaggerebbe anche la gestione delle permute e dell’usato”.

Ma il presidente dell’Ente Mostra d’Oltremare, Remo Minopoli, almeno per ora, non si è mostrato pronto alla svolta. Pur riconoscendo ciò che di buono è stato fatto negli ultimi anni per rilanciare il Nauticsud, ha ricordato infatti che cambiare in corsa il calendario fieristico non è semplice. “La Mostra d’Oltremare – ha detto Minopoli – si conferma location ideale per fiere e grandi eventi, e seppure il raddoppio del Nauticsud può rappresentare una buona intuizione, il progetto va verificato però con le istituzioni e con il calendario che vede già varie fiere contrattualizzate per quel periodo. Siamo pronti a lavorare per provare a soddisfare la richiesta, ma è chiaro che al di là della buona volontà, tutte le parti devono tenere conto di questi fattori.”

Vedremo quali saranno gli sviluppi. Intanto gli organizzatori della 52ma edizione del Nauticsud hanno incassato l’appoggio della Capitaneria di Porto di Napoli, rappresentata dall’ammiraglio Giuseppe Aulicino, dichiaratosi pubblicamente disponibile a collaborare per sostenere gli interessi del diportismo nautico. Pur ricordando che “l’assegnazione di posti barca non dipende dalla Capitaneria”, l’alto ufficiale ha condiviso le preoccupazioni del settore, ricordando però che “la Marina Militare ha in grande considerazione la cantieristica locale, tanto da aver ordinato quattro nuove imbarcazioni a un cantiere del territorio (Piloda, ndr), cui faranno seguito altre forniture destinate a rinnovare la flotta della Guardia Costiera.”

Tra i sostenitori del Nauticsud si è schierato una volta di più anche Amedeo Manzo, fondatore e presidente della Banca di Credito Cooperativo (la BCC Napoli), il quale si è detto “favorevole al raddoppio del Nauticsud nell’anno in corso e allo spostamento di data a ottobre per il 2027, e pronto a sostenere le aziende interessate”. Ma soprattutto, Manzo ha annunciato, a sostegno del mercato nautico, “la disponibilità della banca ad assicurare un tasso più basso del 25% in meno del mercato a coloro che chiederanno un finanziamento per acquistare una barca”.

Tutto ciò premesso, che cosa ci sarà da vedere nei 7 padiglioni e negli spazi all’aperto in allestimento alla Mostra d’Oltremare? In altri articoli su questo sito illustreremo le novità esposte. Per ora vale la pena anticipare che saranno 121 le aziende presenti, 800 i brand rappresentati, circa 500 le imbarcazioni in mostra, 24 i cantieri che producono battelli pneumatici, quasi tutti campani; 16 i produttori di motoscafi e yacht (non oltre i 15 metri), 4 gli artigiani produttori di gozzi. Nutrita sarà la rappresentanza di motori marini, con un focus interessante sull’innovazione, ovvero sui propulsori elettrici a emissioni zero e su soluzioni dedicate ai disabili. E molto spazio sarà destinato ai fornitori di accessori e di servizi per la nautica.

Il Salone aprirà i battenti al pubblico sabato 7 febbraio alle ore 10,30 e resterà aperto nel weekend fino alle 20,30; dalle 12,30 alle 19 negli altri giorni della settimana. 15 euro il costo del biglietto d’ingresso, ridotto a 10 euro per visitatori fino a 16 anni, più 2 euro per la prevendita online. Entrano gratis i bambini fino a 10 anni e i disabili.

  • condividi l'articolo
mercoledì 4 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA