Da sinistra Gennaro Amato, presidente del PNI (Polo Nautico Italiano) con l’assessore al Bilancio del comune di Bologna Davide Conte

Storico accordo Nord-Sud per il Salone nautico di Bologna. L’evento in Fiera dal 17 al 25 ottobre 2020

di Sergio Troise
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BOLOGNA - Nell’Italia dei governi inediti, dei problemi antichi e della ricerca assidua di soluzioni mai facili, c’è un settore che da malato cronico è diventato sano, attivo e propositivo come non mai. E’ quello della nautica da diporto, che al recente Salone di Genova, l’appuntamento più importante dell’anno (188.000 visitatori), ha festeggiato il quarto anno consecutivo di crescita dell’intero comparto, con incrementi del fatturato (+10,3%), dell’occupazione diretta (+ 20% in due anni), dell’export e del mercato domestico. E’ in questo scenario decisamente incoraggiante che si muovono forze nuove, per certi versi sorprendenti, decise a cavalcare l’onda con iniziative inedite, mirate a valorizzare ulteriormente quanto di meglio il settore è in grado di esprimere. Ed è in questa ottica che è stata presentata, nella sede del Comune, in Piazza Maggiore, la prima edizione del Salone Nautico di Bologna, evento dedicato in particolare alla cosiddetta “piccola nautica” (barche a vela e a motore dai 6 ai 18 metri) in programma tra un anno esatto (dal 17 al 25 ottobre 2020) nei padiglioni di BolognaFiere, quelli conosciuti dal grande pubblico per il Motor Show dei tempi d’oro dell’automotive.

Sei i padiglioni che accoglieranno la prima edizione del Salone Nautico di Bologna, per un totale di oltre 32mila metri quadri espositivi. Una cinquantina i cantieri che hanno già dato l’adesione “al buio”, e straordinario l’entusiasmo che ha contagiato la nutrita truppa di ideatori dell’iniziativa, organizzatori e sostenitori istituzionali: una inedita squadra di volenterosi che ha messo insieme forze del Sud e del Nord, con al centro il Polo Nautico Italiano, giovane sodalizio d’imprese nato a Napoli da una costola della ANRC (Associazione Nautica Regionale Campana) per volontà di Gennaro Amato, titolare del cantiere Italiamarine (produttore di gommoni) che dal 2016 organizza anche il Nauticsud e due edizioni annuali di Navigare, una esposizione con test in mare di barche di piccole dimensioni. Insomma, gente esperta, che conosce dall’interno il settore (rappresenta circa 250 aziende) e dunque non ha incontrato troppe difficoltà nel trovare l’accordo con BolognaFiere e con le istituzioni locali.

La Regione Emilia Romagna e il Comune di Bologna si sono infatti schierati al fianco dell’iniziativa, impegnandosi pubblicamente a sostenerla senza se e senza ma. “E’ un’operazione straordinaria per l’Emilia Romagna - ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione il governatore della Regione, Stefano Bonaccini -. Le fiere sono uno strumento eccezionale per l’economia e la nautica è un segmento in grande sviluppo. La nostra regione è la prima d’Italia per esportazione e, quindi, puntare su settori produttivi nuovi per il territorio è fondamentale, senza dimenticare che abbiamo cinque porti regionali, quattro comunali e numerosi approdi privati per il diporto”.

Il Comune di Bologna, che ha accolto con l’assessore al Bilancio Davide Conte la stampa e i numerosi titolari di cantieri presenti, ha sottolineato attraverso una nota del sindaco Virginio Merola il valore dell’iniziativa. “Una fiera competitiva che guarda alla crescita e allo sviluppo, come dimostrano anche gli eccellenti dati del bilancio semestrale appena approvato dal consiglio di amministrazione. BolognaFiere, asset strategico per l’intero territorio bolognese e per l’Emilia-Romagna – ha detto il sindaco Merola - ha accentuato con creatività e determinazione la sua storica vocazione a esplorare il mercato, a creare e a cogliere le occasioni per crescere assieme alla città. Questo salone nautico dedicato alle barche tra i 5 e i 18 metri, il segmento che negli ultimi anni ha realizzato le maggiori performance di crescita, è un chiaro indice di questo spirito. Portare la nautica a Bologna vuol dire anche sottolineare il naturale collegamento al nostro mare e al turismo”.

Gennaro Amato, presidente del PNI (Polo Nautico Italiano), ha invece confermato la ripresa del settore, ma ha sottolineato la necessità di puntare sulla nautica della gente comune, quella delle barche non superiori ai 18 metri, “perché è questa la stazza delle imbarcazioni che navigano prevalentemente nei nostri mari”. Il promotore dell’iniziativa ha espresso gratitudine per l’accoglienza riservatagli a Bologna: “Siamo entusiasti di aver scelto questa città e di aver ricevuto un supporto così valido e consistente da BolognaFiere e dalle istituzioni del territorio. Abbiamo un anno per costruire un sogno e farlo diventare realtà, tanto da poter dire che il capoluogo emiliano sarà chiamato la città blu”.

Il consigliere delegato di Bologna Congressi, Stefano Giuliani, ha ricordato che “nel disegno di riqualificazione di BolognaFiere la nautica rappresenta un segmento produttivo di grande spessore e qualità importante per noi e per l’intera nazione”. Non una enunciazione di circostanza, come dimostra il fatto che l’accordo con PNI è stato siglato per cinque anni, con una opzione per altri cinque.

In sintonia il parere di Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), che della materia è profondo conoscitore, avendo lavorato in passato all’organizzazione del Nauticsud, nel ruolo di consigliere delegato dell’ente Mostra d’Oltremare di Napoli. “L’Italia – ha detto il rappresentante delle aziende artigiane - mette in mostra le sue eccellenze, tra le quali la piccola e media nautica rappresenta una filiera estremamente importante. Dopo la positiva esperienza del Nauticsud avere un appuntamento a Bologna consolida un’ulteriore crescita del settore che si muove in una logica di sistema”.

Incoraggiante anche il sostegno della Camera di Commercio, dichiaratasi in prima linea nel credere nella nautica, nel turismo nautico e nell’economia del mare. “Valori che incredibilmente sono poco considerati a Napoli, dove noi operatori del settore, animati da spirito imprenditoriale ma anche da grande amore per la nostra terra, avremmo voluto organizzare un evento sul lungomare, ma siamo stati osteggiati da una burocrazia ottusa” ha detto con amarezza Gennaro Amato, ricordando le difficoltà incontrate per organizzare l’esposizione Navigare all’esterno del porticciolo del Circolo Nautico Posillipo, lì dove in passato vennero ormeggiate le imbarcazioni della Coppa America.

“Nella nostra città – ha aggiunto ancora Amato - non abbiamo avuto lo stesso sostegno che abbiamo incontrato qui a Bologna, dove siamo stati accolti nel migliore dei modi, da gente che crede nel nostro lavoro, nelle nostre capacità, nei nostri prodotti e ha a cuore lo sviluppo di un settore importante per l’economia e per il turismo nautico. Anche se Bologna non ha il mare, il territorio e le istituzioni locali sono consapevoli del grande potenziale della nautica e del turismo nautico. La città è in una posizione geografica ideale, facilmente raggiungibile dal Nord e dal Sud, e chissà che in futuro non si possa organizzare qualcosa anche sulla riviera Romagnola”.

Alla presentazione del primo Salone nautico di Bologna sono mancati rappresentanti di Ucina, la storica rappresentanza confindustriale delle aziende del settore. Un’assenza che ha sollevato dubbi e incertezze sull’effettiva compattezza del comparto, già minata da tempo dall’uscita dei big confluiti in Nautica Italiana e dall’organizzazione in totale autonomia di saloni come quello appena nato a Venezia (sostenuto da Ferretti Group) e come lo Yachting Festival di Viareggio (allestito proprio da Nautica Italiana). A margine della conferenza stampa di presentazione del primo Salone di Bologna, è stato però precisato che “non c’è la minima intenzione di aprire contenziosi con Ucina e con il suo Salone di Genova”.

“Noi operatori del Polo Nautico Italiano e della ANRC – ha tenuto a puntualizzare Amato - abbiamo tutta l’intenzione di rimanere soci di Ucina e non faremo niente per scoraggiare i nostri soci dall’esporre a Genova. L’ho comunicato al vicepresidente Piero Formenti, che ho invitato alla presentazione di Bologna proprio con il proposito di non alimentare polemiche e dietrologie. Purtroppo non ha voluto esserci, e anzi mi ha fatto sapere che non condivide l’iniziativa e che non esporrà neanche i suoi gommoni (ZAR, ndr). Questo ovviamente mi dispiace, ma ciò non toglie che nel 2020 io sarò a Genova, all’edizione del sessantesimo anniversario del salone, nella speranza – ha aggiunto sornione Amato – che i miei gommoni non vengano relegati in fondo alla banchina, lontano da tutti gli altri e nascosti da camion e furgoni, com’è accaduto, chissà perché, nel 2019…”.

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Venerdì 11 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento: 20:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA