Il Ceo e Chairmain di Sanlorenzo Massimo Perotti

Sanlorenzo in campo per acquisire The Italian Sea Group. Perotti: «Vogliamo tutelare Made in Italy e occupazione»

di Sergio Troise
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The Italian Sea Group, la holding della grande nautica italiana che controlla i marchi Admiral, Tecnomar, Picchiotti e Perini Navi, continua a navigare in mari tempestosi, ovvero a fronteggiare una crisi che di giorno in giorno assume contorni sempre nuovi. Dopo le dimissioni di Giovanni Costantino e del figlio Gianmaria, che hanno determinato lo scioglimento del consiglio di amministrazione della società da loro fondata, nelle ultime ore sono infatti emersi nuovi elementi che potrebbero influenzare il futuro del gruppo prim’ancora che si tenga l’assemblea degli azionisti programmata per l’11 settembre. Assemblea che in teoria dovrebbe approvare il bilancio dell’esercizio 2025 e dare il via libera al piano di ristrutturazione avviato, ma che potrebbe trovarsi invece nella condizione di dover valutare gli ultimi sviluppi di una situazione in continua evoluzione, ovvero le manifestazioni d’interesse manifestate da aziende concorrenti.

Negli ultimi giorni, infatti, si sono accavallate più voci sulla possibilità che TISG cambi proprietà. In alcuni casi voci fondate, come quelle relative a Sanlorenzo, che ha formalmente affidato allo studio legale MADlex (Musumeci, Altara, Desana e associati) il compito di valutare gli aspetti legali dell’operazione; in altri meno, come nel caso di Azimut-Benetti, la cui presidente Giovanna Vitelli ha dichiarato in una intervista a Repubblica la disponibilità a “valutare un’eventuale acquisizione di alcuni asset qualora ci fossero le condizioni”. Una posizione prudente, condizionata poi, nelle ore successive, dalla decisione di TISG di fare causa per 456 milioni di euro agli eredi di Mike Lynch e ad alcuni membri dell’equipaggio del Bayesian, lo yacht a vela naufragato in Sicilia il 19 agosto del 2024. In una successiva intervista al Financial Times, la presidente del gruppo Azimut-Benetti ha poi definito “inaudito” che un costruttore di yacht intraprenda un’azione legale contro un cliente mentre è ancora in corso un’indagine e, pur avendo mostrato interesse per il sito produttivo ex Picchiotti che TISG possiede a La Spezia, nelle ultime ore sembra aver preso le distanze dall’operazione.

E’ invece palesemente e concretamente in campo Massimo Perotti, che nella serata di lunedì 27 luglio ha fatto diffondere un comunicato stampa in cui si parla esplicitamente di una manifestazione d’interesse e offerta per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale di The Italian Sea Group.

“Sanlorenzo S.p.A. – si legge nella nota – comunica che in data odierna Riccardo Cima (amministratore unico del polo nautico di Viareggio, ndr) ha presentato, in nome e per conto dei soggetti promotori della costituenda società di diritto italiano Polo Nautico Carrara S.r.l. (“PNC”), una manifestazione di interesse corredata da un’offerta cauzionata avente ad oggetto l’acquisizione dell’intero complesso aziendale facente capo a The Italian Sea Group. L’offerta contiene altresì l’impegno a partecipare alla procedura competitiva che dovesse essere indetta per la relativa cessione”.

Più in dettaglio, la “discesa in campo” di Sanlorenzo prevede la costituzione di “una società con funzione consortili promossa con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali, favorire la ripresa delle attività industriali, sostenere la filiera produttiva e preservare sul territorio le aree e le strutture necessarie allo svolgimento delle attività cantieristiche, incluse quelle di refitting, alaggio e varo”.

L’Offerta è stata presentata a TISG e ai commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Firenze a seguito del deposito, da parte di TISG, della domanda di accesso con riserva a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Secondo quanto comunicato dai soggetti promotori, è previsto inoltre che il 10% del capitale sociale di PNC sia detenuto da una società di diritto italiano che sarà costituita da Riccardo Cima e da alcuni fornitori, mentre il restante 90% dovrebbe essere detenuto da due o tre cantieri navali di livello internazionale, con i quali sono in corso interlocuzioni in fase avanzata.

Il perimetro oggetto dell’offerta comprende l’intero complesso aziendale di TISG, senza debiti e senza crediti. L’eventuale prosecuzione e il completamento delle commesse in corso saranno subordinati alla negoziazione diretta con i rispettivi armatori. Viene indicato inoltre un prezzo per l’acquisizione del complesso aziendale, che dovrà essere trasferito libero da gravami, sequestri e diritti reali di garanzia. Spetterà tuttavia agli organi competenti della procedura determinare l’eventuale prezzo base e le condizioni della procedura competitiva.

Massimo Perotti ha commentato: “Abbiamo scelto di aderire a questa operazione perché crediamo che il ruolo di un’impresa leader non si misuri soltanto dalla capacità di creare valore economico, ma anche dalla responsabilità di tutelare l’occupazione, preservare competenze strategiche e garantire la continuità di attività produttive che rappresentano un patrimonio fondamentale per il territorio. È un impegno che abbiamo già dimostrato concretamente negli anni, contribuendo allo sviluppo e al rafforzamento del Polo Nautico di Viareggio, con iniziative che hanno generato valore industriale e occupazionale, nonché prospettive di crescita per l’intera filiera. La nostra intenzione è mettere a disposizione del progetto la solidità industriale, le competenze e la visione di lungo periodo dei soci di Polo Nautico Carrara, per valorizzare l’ecosistema industriale del territorio e l’alta artigianalità italiana nel mondo.”

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martedì 28 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA