il sistema Lavalacqua di Suzuki Marine

Suzuki Marine, il sistema Lavalacqua per la raccolta delle plastiche diventa disponibile per tutti i produttori di fuoribordo

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

La salvaguardia ambientale è una delle linee guida che ispira le attività di Suzuki Marine, la divisione della Casa giapponese che si occupa della produzione di motori fuoribordo. Una produzione all’avanguardia, che fa della casa di Hamamatsu uno dei principali protagonisti del settore, con una reputazione consolidata per affidabilità, efficienza nei consumi (tecnologia Lean Burn) e innovazione tecnologica. Ma non solo. Suzuki Marine è stata pioniera nell’introdurre il sistema a doppia elica controrotante (Suzuki Dual Prop) sul DF350A e sul DF300B, e si distingue per l’impegno messo nel Clean Ocean Project, il progetto per la salvaguardia del mare che mira a ridurre l’inquinamento, in particolare da plastica. Su questo fronte sono state sviluppate tecnologie eco-compatibili, come il dispositivo Micro-Plastic Collector per motori fuoribordo nato nel 2021 e oggi utilizzato, come equipaggiamento di serie, sui motori DF140BG, DF115BG, DF140B, DF115B e DF100C.

Ma se la genialata dei progettisti giapponesi ha prodotto finora risultati soddisfacenti esclusivamente tra i diportisti clienti di Suzuki, da oggi non è più così. Suzuki Marine ha infatti annunciato che il sistema inventato per raccogliere le plastiche in mare, ovvero il Lavalacqua Micro Plastic Collector, diventa disponibile per tutti. Come? Grazie alla scelta di rinunciare all’esclusiva del brevetto. Da oggi anche i motori della concorrenza potranno utilizzare il dispositivo grazie alla disponibilità “royalty-free” dei brevetti.

Il sistema – vale la pena ricordarlo - attraverso il circuito di raffreddamento del motore fuoribordo filtra l’acqua mentre si naviga e cattura le microplastiche che vi sono disciolte. Apparentemente molto semplice, ma per realizzarlo la Casa giapponese ha registrato a suo tempo ben 34 brevetti. Brevetti ora disponibili liberamente per tutti. “Riteniamo che in certi casi non debba esistere concorrenza e che sia giusto lavorare congiuntamente per la protezione dell’ambiente” dicono in casa Suzuki, spiegando la scelta mirata alla diffusione di questo dispositivo che ha attirato anche l’attenzione di alcuni istituti di ricerca impegnati in attività di monitoraggio del mare.

Una nota della filiazione italiana della Casa di Hamamatsu spiega che “proprio considerando l’utilizzo scientifico, oltre che pratico, del sistema, Suzuki Motor Corporation ha annunciato la disponibilità a cedere gratuitamente ad altri costruttori le licenze per i brevetti. L’iniziativa – viene precisato - include anche domande di brevetto in fase di registrazione, ed è finalizzata a favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche per la tutela dell’ambiente marino”.

  • condividi l'articolo
mercoledì 8 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA