Citroën ELO

Citroën ELO, ritorno al monovolume per la mobilità sostenibile mettendo insieme lavoro, relax e tempo libero

di Nicola Desiderio
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Citroën prepara il ritorno del monovolume. Lo dice il concept ELO il cui nome deriva dalle seconde lettere delle parole dalle parole rEst (riposo), pLay (gioco) e wOrk (lavoro) per indicare un veicolo che fa della polivalenza, del divertimento e della funzionalità le proprie stelle polari.

Lunga 4,10 metri, larga 1,92 e alta 1,70, la ELO si fa bastare lo stesso box che sarebbe sufficiente per una C3, anche se nello stile guarda alla nuova C5 Aircross, in particolare per le luci alari. Il resto è concepito in funzione della praticità di utilizzo, a partire dalla linea di cintura bassissima e dalla grande finestratura che ha una superficie complessiva di 4,5 mq.

Il tetto è apribile e removibile e il parabrezza è in tre pezzi, con quello centrale separato dai due centrali attraverso montanti sottilissimi in modo da assicurare una visibilità perfetta al guidatore. Quest’ultimo siede al centro della prima delle due file composte da ciascuna da tre sedili separati per un totale di 6 posti, come la Fiat Multipla del 1998 e la Honda FR-V del 2004.

Il passo lunghissimo permette di ricavare una zona d’accesso enorme, grazie anche alle portiere che si aprono lateralmente a scorrimento, all’assenza del montante centrale e al pavimento basso, completamente piatto e a filo con i brancardi. E poi i sedili laterali della prima fila possono essere anche rimossi e alloggiati sotto le sedute dei sedili della fila posteriore.

Tutti i sedili possono essere smontati e utilizzati come sedie utilizzabili al di fuori della vettura, godendosi l’ombra formata dalle tettoie che possono essere incernierate sul tetto. Il posto guida gode di una visibilità panoramica e il volante è monorazza con due comandi a joystick mentre le informazioni sono visibili sul parabrezza attraverso un sistema a proiezione più economico degli head-up display attuali.

Il sedile di guida può ruotare di 180 gradi trasformando l’abitacolo della ELO in un salottino o in saletta da riunioni inoltre, grazie ad un telo ancorato al tetto, può diventare una sala da cinema oppure un rifugio per la notte gonfiando i due materassini con la pompa incorporata e che può essere utilizzata anche per le bici. I moduli di illuminazione interni possono essere rimossi e fare da abat-jour.

L’abitacolo è corredato da una miriade di ripostigli che si possono trovare anche all’esterno, come ad esempio sotto i ripiani ricavati sui parafanghi. Massima praticità anche per i materiali che sono riciclati, derivati da scarti, a loro volta riciclabili e ripresi dal mondo dello sport dunque leggeri, resistenti e facilmente lavabili, dunque perfettamente in linea con la filosofia della ELO.

Lo stesso dicasi dei paraurti che, per diminuire i costi, sono identici sia davanti sia dietro e realizzati in polipropilene espanso così da resistere ai piccoli graffi ed essere sostituibili con facilità e a poco prezzo. Utili gli pneumatici intelligenti che, quando la pressione di gonfiaggio è esatta, lo segnalano con una luce verde presente sul cerchio e rossa se è troppo bassa e va ristabilita.

A sottolineare il carattere flessibile e gioioso della ELO ci pensano le tinte che utilizzano diverse tonalità di arancione con cangianze per la carrozzeria che vanno dal giallo al rosso. Nessuna notizia invece sul sistema di propulsione tranne che è un’elettrica. Per sapere il resto bisognerà aspettare almeno 2-3 anni per vedere il modello di serie e magari altri derivativi per altri marchi Stellantis.

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venerdì 23 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA