Citroen riabbraccia le competizioni in linea con il marchio sceglie la Formula E

Citroën ELO, modularità è la parola d'ordine. Ecco il concept elettrico che reinterpreta lo spazio

FE, Dennis (Andretti) vince il primo EPrix della stagione 12. Poi Rowland (Nissan). Esordio con podio per Citroen, grazie a Cassidy

Citroen sotto i riflettori la versatile C5 Aircross: è un nuovo riferimento
PARIGI - Citroen torna a correre dove la competizione è sfida, progresso e identità. La Formula E rappresenta un terreno ideale per un marchio che ha costruito parte della sua leggenda nelle gare: dal Rally di Montecarlo del 1959, che segnò la prima affermazione internazionale, ai trionfi nei rally raid degli anni Novanta con la ZX Rallye Raid, capace di dominare i deserti del mondo con una serie impressionante di vittorie e quattro Parigi-Dakar consecutive. Negli anni Duemila, la consacrazione definitiva di Citroen nel WRC con le imprese di Sebastien Loeb. Il nove volte campione iridato ha reso il costruttore francese un riferimento assoluto nelle corse su strada. La stessa attitudine alla sperimentazione si ritrova anche nella storia meno nota delle monoposto MEP, progettate negli anni Sessanta per rendere le competizioni accessibili ai giovani piloti: un laboratorio di idee che anticipava già allora un modo diverso di pensare la performance.

L’ingresso di Citroen nel Campionato di Formula E non è quindi un ritorno improvviso, ma una continuità naturale, un legame che dal passato, attraversa il presente e arriva al futuro. La Formula E è una categoria in cui la tecnologia non è solo strumento, ma messaggio: correre senza compromessi, riducendo l’impatto ambientale, significa affermare che l’innovazione può essere concreta, nelle corse e su strada ed emozionare. Per Citroen, che ha sempre puntato sulla differenza come valore, questa è un’occasione per riaffermare la propria identità in un contesto competitivo che non guarda al passato, ma al domani. La monoposto GEN3 Evo con cui il marchio debutta è il simbolo di questa visione. Più leggera, più efficiente e più potente della generazione precedente, utilizza due motori elettrici capaci di recuperare fino al 50% dell’energia consumata in gara. L’accelerazione da 0 a 100 km/h in 1,86 secondi e la velocità di punta vicino ai 320 km/h dimostrano che la mobilità elettrica non è sinonimo di compromesso, ma di evoluzione tecnica spinta all’estremo. Il lavoro svolto a Satory da Stellantis Motorsport è frutto di oltre dieci anni di esperienza nella categoria: competenze che si trasferiranno direttamente sulle future vetture di produzione, in particolare nella gestione dell’energia, dei software di controllo e dei sistemi di recupero. A ciò si aggiunge un elemento cruciale: la strategia. Le gare di Formula E non si vincono soltanto con velocità, potenza ed affidabilità, ma anche per la capacità di gestire in modo millimetrico l’energia disponibile.

È un equilibrio delicato tra velocità e autonomia residua, in cui ogni curva, ogni fase di frenata, ogni rilascio dell’acceleratore può determinare il risultato finale. Correre significa interpretare costantemente i dati, anticipare il comportamento degli avversari e adeguare le prestazioni. Due piloti completi guideranno questa nuova fase: Jean Eric Vergne, unico due volte campione consecutivo in Formula E, e Nick Cassidy, talento affermato a livello globale e protagonista delle ultime stagioni della serie. Il ritorno di Citroen nel motorsport non è nostalgia. È la dichiarazione che il racing resta uno spazio di sperimentazione essenziale per immaginare l’automobile di domani.




