Dacia Evader, entro l’anno la piccola elettrica che nasce su base Twingo ma non sostituisce la Spring

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La Dacia si prepara ad un 2026 scoppiettante che è iniziato con la storica vittoria alla Dakar e porterà ad un sostanziale allargamento della sua gamma. Ed una delle novità di maggiore interesse sarà sicuramente la Evader. Con questo nome infatti i vertici della casa rumena si riferiscono alla piccola elettrica che vedremo entro la fine dell’anno e che condividerà con la Renault Twingo praticamente tutto, tranne ovviamente la veste, il nome ed il posizionamento di prezzo.
Per quest’ultimo di parla infatti di una soglia di accesso di 18mila euro, 2mila in meno della sorellina francese la cui produzione sta per iniziare presso lo stabilimento di Novo Mesto, in Slovenia, lo stesso dove è stata assemblata la precedente generazione di Twingo e, prima ancora, la Smart Forfour, entrambe nate da un progetto industriale congiunto tra Renault e Mercedes.
La Evader avrà lo stile semplice delle Dacia di ultima generazione e questo aiuterà, insieme alla standardizzazione dei componenti e alle economie di scala, ad avere un prezzo inferiore alla Twingo e a non dare troppo fastidio alla cugina che invece punta, così come per la R5 e la R4, all’effetto nostalgia riprendendo praticamente in tutto il design della prima Twingo del 1992.
E a proposito dei costi, vanno citati altri tre fattori fondamentali. Il primo è che ci sarà una terza cugina marchiata Nissan; il secondo è che, così come per tutte le Dacia, c’è stato uno studio maniacale su cosa è davvero necessario e cosa è invece superfluo. Il terzo è legato al cosiddetto carryover, ovvero allo sfruttamento di quello che c’è per ridurre anche i tempi di sviluppo.
E se la Twingo ha già stabilito un record portando a meno di due anni il tempo necessario a passare dal foglio bianco alla produzione, la Evader farà ancora meglio portando il record a meno di un anno e mezzo. Il gruppo Renault dunque sta andando oltre i 2 anni indicati come obiettivo dall’ex ceo, Luca De Meo, per rendere il gruppo Renault più agile e reattivo verso i costruttori cinesi.
La Evader avrà dimensioni e caratteristiche praticamente coincidenti con la Twingo, dunque una lunghezza di circa 3,8 metri, motore da 80 kW e batteria con celle LFP da 27,5 kWh di capacità con un’autonomia di 263 km che potrebbe essere anche superiore in virtù di un peso inferiore, da sempre caratteristica fondativa delle Dacia e riflesso di una radicale semplificazione del prodotto.
La Twingo dichiara un lusinghiero dato di 1.200 kg e la Evader potrebbe fare ancora meglio avvicinandosi ancora di più ai 970-1.070 kg della Spring. A questo proposito, la nuova elettrica di Dacia non sostituirà l’esistente per quanto sarà molto simile nelle dimensioni – la Spring è più corta di 10 cm – ma con un carattere e un’impostazione più simile a una vettura che ad un crossover.
Va detto inoltre che la Spring è prodotta in Cina e non è venduta soltanto in Europa dove invece sarà costruita la Evader con un evidente vantaggio sui costi per i dazi. Probabile invece che, almeno per un periodo e a seconda dei mercati, le due piccole elettriche di Dacia conviveranno anche se si dovrà fare in modo che non si pestino i piedi per il posizionamento di prezzo.
La Spring parte infatti da 17.900 euro, praticamente quanto dovrebbe costare la Evader. Sempre che si chiami così. I vertici del gruppo francese e della casa di Pitesti hanno infatti fatto capire che potrebbe avere un nome diverso. Evader in inglese vuol dire fuggitivo, ma anche evasore fiscale. Dunque quando sarà presentata il prossimo autunno al Salone di Parigi, non sono escluse sorprese.




