Un'immagine della campagna Share the roads di Ford

Ford “Share the roads”, l'Ovale Blu mette fine alla “guerra” tra automobilisti e ciclisti

di Nicola Desiderio
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LONDRA - Automobilisti e ciclisti, una convivenza sempre più faticosa per la quale Ford propone Share the Roads, un’iniziativa nata per sensibilizzare entrambe le parti sul mutuo rispetto al fine di aumentare la consapevolezza dei pericoli e stimolare comportamenti migliori. L’iniziativa è stata presentata ieri a Londra affiancata da una ricerca compiuta in 5 paesi, tra cui anche l’Italia, realizzata attraverso Wheelswap (letteralmente: scambio di ruote), un’esperienza di realtà virtuale che permette di osservare dal posto guida dell’auto il comportamento dei ciclisti e dalla sella della bicicletta quello invece degli automobilisti.

Mettiti nei miei panni! L’obiettivo di Wheelswap è suscitare empatia, un tipo di emozione molto forte capace di creare un’esperienza tale da spingere l’individuo a cambiare le proprie valutazioni e i propri comportamenti. Proprio per questo, per valutare i risultati di Wheelswap, i 1.200 partecipanti sono stati interpellati 2 settimane dopo e nel 70% dei casi è stata riscontrata un’empatia maggiore dei ciclisti verso gli automobilisti e viceversa, il 60% ha cambiato i propri comportamenti e il 91% ha affermato di voler cambiare i propri atteggiamenti. «Se i ciclisti e gli automobilisti si prendessero un po’ più tempo per capire i bisogni degli altri, potremmo osservare immediatamente un cambio nelle abitudini e nei comportamenti – ha affermato Sir David Brailsford, capo del Team Sky di ciclismo – che infine può migliorare la sicurezza stradale per tutti».

Prospettive differenti. Guardando il mondo dalle due metà, il 20% dei ciclisti ha subito violenza fisica da un automobilista, il 64% ha ricevuto gesti poco simpatici, il 51% ha ricevuto urla e il 20% un atteggiamento di sfida. Al contrario, l’11% degli automobilisti ha subito violenza fisica, il 30% ha ricevuto gesti poco simpatici, il 33% ha ricevuto urla e il 12% subito un atteggiamento di sfida. È interessante poi notare che nei paesi anglosassoni (Germania e Regno Unito), le reazioni più animate provengono dai ciclisti mentre avviene il contrario in quelli latini (Francia, Italia e Spagna).Ford ha anche fornito statistiche a proposito dei 250 milioni di ciclisti che ci sono in Europa e sulla situazione che c’è nei singoli paesi analizzati.

In Europa si pedala. Nel Regno Unito si registra una crescita dei tratti percorsi in bicicletta del 133% dall’anno 2000 ad oggi. In Francia si stanno mettendo in atto politiche e incentivazione delle due ruote pel cosiddetto ultimo miglio visto che solo il 3% dei percorsi idi lunghezza inferiore ai 3 km è fatto in bici e si spera di arrivare al 12% entro il 2020. In Spagna brilla il caso di Barcellona dove l’uso della bicicletta è cresciuto del 20% in un solo anno e mezzo e i tratti percorsi del 14%, il triplo degli anni precedenti, grazie anche a 25mila nuovi stalli. In Germania l’82% della popolazione usa la bicicletta, più che in qualsiasi altro paese europeo e la maggior parte degli spostamenti sotto i 15 km viene effettuata proprio con questo mezzo. Il governo inoltre sta stanziando 25 milioni di euro all’anno per la realizzazione di autostrade dedicate ai ciclisti.

In Italia, molto da fare… E in Italia? Secondo Greenpeace, Roma è in fondo alla classifica tra le 13 capitali europee prese in considerazione in un suo recente studio. Non ci sono politiche di incentivazione alla bicicletta mentre ce ne sarebbe assai bisogno per migliorare la qualità dell’aria. Sono lasciati a loro stessi i trasporti pubblici, la mobilità attiva e la sicurezza stradale. A questo proposito, l’Italia è la più pericolosa per i ciclisti: nel 2017 sono stati 56 i morti per milione di abitanti contro una media europea di 49. Per quanto riguarda i risultati di Wheelswap, i ciclisti italiani hanno subito in media meno violenze dagli automobilisti, meno gestacci, urla e atteggiamenti di sfida. Anche gli automobilisti italiani affermano di avere subito atti violenti e di sfida al di sotto della media, mentre sono sopra per quanto riguarda i gesti subiti e le parole proferite verso i ciclisti.

…Ma c’è anche buona volontà. Gli Italiani sono stati quelli che, tra tutti e 5 i paesi analizzati, hanno mostrato i miglioramenti più evidenti dopo aver provato l’esperienza di realtà virtuale proposta da Ford. Il 100% degli automobilisti ha affermato infatti di aver fatto maggiore attenzione prima di aprire la portiera pensando ai ciclisti, l’80% dei ciclisti è stato attento a non fare cambi improvvisi di strada e di corsia, il 64% degli automobilisti ha inoltre affermato di aver dato maggior spazio ai ciclisti durante le fasi di sorpasso e il 60% dei ciclisti ha dato un occhio in più prima di immettersi sulla carreggiata. I risultati dunque sembrano effettivi: la maggiore empatia creata dall’immedesimazione all’interno dei rispettivi punti di vista ha creato atteggiamenti e comportamenti diversi, capaci di generare una maggiore sicurezza e dunque un numero minore di incidenti, feriti e decessi. Per questo Ford pensa di implementare Wheelswap nel suo programma Driving Skills for Life dedicato ai giovani tra 18 e 24 anni e da anni presente anche in Italia.

 

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Venerdì 25 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 26-05-2018 15:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA