La Volkswagen ID.5

ID.5, il Suv-coupé arricchisce la famiglia “full electric” di Volkswagen. È la “gemella diversa” della ID.4

di Giampiero Bottino
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È la “gemella diversa” della ID.4, di cui rende più aggressivi e filanti i tratti portando la famiglia “full electric” di Wolfsburg anche nel mondo – oggi molto apprezzato dal mercato – dei Suv-coupé nel quale si inserisce con le linee che ne enfatizzano la vocazione sportiva definita dal tetto spiovente raccordato con lo spoiler posteriore il cui disegno discretoed elegante non ne penalizza l’impatto visivo.

Stiamo parlando della ID.5, l’ultima – per ora – esponente del ramo “automobilistico” di una gamma a emissioni zero che già ora promette importanti sviluppi ed è fresca di debutto tra i veicoli commerciali con l’ID.Buzz che porta nel campo della mobilità “pulita” l’eredità del leggendario Bulli, fornendo un’ulteriore conferma della versatilità della piattaforma elettrica Meb e del suo ruolo fondamentale nella costruzione del futuro “alla spina” del gruppo tedesco.

Con il Suv che l’ha preceduta la ID.5 condivide non solo il powertrain, ma anche lo “sdoppiamento dell’offerta” che affianca alla versione a trazione posteriore con 204 cv la più performante Gtx alla quale il doppio motore – uno per asse – conferisce non soltanto la trazione integrale, ma anche un pizzico di pepe supplementare garantito dai 299 cv sui quali può fare affidamento il guidatore e che abbiamo potuto mettere alla prova, come raccontiamo più dettagliatamentenell’articolo a fianco.

Più che il powertrain, a fare la differenza è soprattutto il software specifico ID 3.1 in dotazione alla nuova arrivata che ambisce a definire nuovi standard per quanto riguarda i comandi, il comfort e la ricarica, da sempre uno snodo cruciale – e spesso un punto debole – sulla strada dell’auto elettrica. Inedita ed evoluta, per esempio, è la funzione “Plug & Charge” che quando si è in viaggio consente di fare il “pieno” semplicemente inserendo il cavo in dotazione nella colonnina di ricarica rapida in corrente continua compatibile.

In questo caso, infatti, è la stessa ID.5 a provvedere all’autenticazione – operazione che richiede pochi secondi liberando il guidatore da un’incombenza spesso complessa – e avviando una comunicazione crittografata e sicura tra la vettura e la colonnina stessa. Il nuovo software interviene anche sui tempi di ricarica, grazie alla più elevata potenza massima (135 kW contro i precedenti 125) con cui si può effettuare l’operazione, risparmiando circa 9 minuti per portare la batteria da 77 kWh dal 5 all’80% della capacità. In concreto, bastano 29 minuti per regalare alla ID.5 390 km di autonomia. E quando si giunge a destinazione, l’ID. Charger Travel offre un sistema di ricarica mobile in grado di assolvere la stessa funzione di una wallbox fissa da 11 kW.

A proposito di autonomia, altro elemento in grado di condizionare la mobilità elettrica, il nuovo software ha portato in dote l’Ev router planner che costituisce un ausilio prezioso per la navigazione “alla spina” perché in caso di lunghi trasferimenti proietta sul display centrale da 12 pollici il percorso che – suggerendo anche le soste necessarie per il “rifornimento – consente di giungere a destinazione nel minor tempo possibile.

Il ricorso alla realtà aumentata ha poi migliorato l’efficacia dell’head-up display che ora ripropone, alla distanza virtuale di 10 metri dal muso dell’auto, le frecce del sistema di navigazione inserendole nel circostante ambiente reale ripreso dalla telecamera di bordo. Una soluzione di grande utilità soprattutto se si devono affrontare degli snodi viabilistici complessi, dove una scelta sbagliata potrebbe determinare un’inutile perdita di tempo, e soprattutto di energia.

L’assistente digitale attivabile pronunciando le parole «Ciao ID» si è ulteriormente evoluto e ha portato al 95% la sua capacità di comprendere il linguaggio naturale, imparando a riconoscere – tramite i microfoni digitali – chi gli sta sottoponendo una richiesta e agendo di conseguenza, per esempio adeguando la temperatura davanti al passeggero che ha lamentato di avere freddo.

Un così corposo schieramento di tecnologie non poteva certo dimenticare un elemento fondamentale per qualsiasi automobile: l’illuminazione, garantita dai fari che sono quasi completamente a Led, ma che in presenza del pacchetto Design disponibile in opzione per la ID.5 base (Pro Performance nel listino italiano che parte da 52.900 euro) possono essere del tipo Matrix Led che danno vita ad animazioni dinamiche con le quali “salutano” il conducente quando si avvicina all’auto o se ne allontana. Tra le dotazioni di serie entra invece l’ID. Light, composto da una striscia di Led che corre sotto il parabrezza e supporta il guidatore con nuove funzioni come l’avviso di pericolo, la segnalazione di parcheggi liberi a bordo strada e l’indicazione sulla corsia da tenere in autostrada quando il navigatore è attivo.

Dal punto di vista del powertain, la ID.5 Pro Performance dispone di 204 cv con 310 Nm di coppia che la spingono fino a 160 km orari, garantendo un’accelerazione 0-100 in 8,4 secondi – tempo accettabile, ma non straordinario – con un’autonomia che il ciclo di prova Wltp quantifica in 520 chilometri, dato su cui il conducente può influire sia utilizzando sapientemente il rapporto B (Brake) che dosa il recupero di energia in frenata, sia con la levetta dietro il volante che permette di decidere se, rilasciando il pedale dell’acceleratore, l’auto deve procedere per inerzia o recuperare energia. 

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Venerdì 12 Agosto 2022 - Ultimo aggiornamento: 09:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA