Traffico in auto

La paura del contagio e gli incentivi spingono all’uso dell’auto. L’impatto della pandemia sulla mobilità

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ROMA - Corre la paura del contagio, spinta dai dati dei tamponi positivi registrati in continua crescita nelle ultime settimane e si rafforza la diffidenza degli italiani nei confronti dei mezzi di mobilità collettiva che spinge a privilegiare gli spostamenti individuali. Una ricerca condotta nei primi giorni della “seconda ondata” dalla società di consulenza strategica Areté fotografa i cambiamenti in atto nel mondo della mobilità ai tempi del COVID-19. Lo studio evidenzia come 1 italiano su 4 risenta dei timori legati alla nuova accelerata della pandemia. Nella precedente rilevazione, promossa nel luglio scorso, solo il 18% aveva sottolineato questo timore.

La paura diffusa finisce per rafforzare gli strumenti di mobilità individuale che garantiscono il rispetto del distanziamento sociale: il 70% degli intervistati indica le quattro ruote come il mezzo di trasporto preferito per i propri spostamenti abituali, il 9% si muove a piedi, il 6% in bicicletta e solo il 9% fa ricorso ai mezzi pubblici soprattutto per raggiungere il luogo di lavoro. Il 3%, equamente distribuito, si affida alle formule più moderne di condivisione: monopattini, car sharing e bike sharing.

Negli ultimi due mesi novità positive per gli automobilisti sono arrivate dagli incentivi messi in campo dal Governo che hanno consentito una parziale ripresa dei consumi. Secondo lo studio Areté finora solo il 7% ne ha usufruito, ma ben il 46% dichiara di volersene servire nei prossimi mesi.

“La necessità di garantire il distanziamento sociale”, ha sottolineato Massimo Ghenzer - Presidente di Areté, “sta guidando e guiderà le scelte dei consumatori anche nei mesi a venire, rallentando l’utilizzo dei mezzi di mobilità collettiva. Sul fronte degli acquisti di auto oggi siamo di fronte a una grande opportunità: la nostra ricerca evidenzia come quasi la metà degli intervistati si dica pronto a sfruttare gli incentivi messi in campo dal Governo. L’esaurimento di alcune fasce di bonus nel giro di poche settimane richiede oggi un rifinanziamento e un ampliamento delle coperture per tutte le vetture di ultima generazione (a prescindere dalla motorizzazione), se davvero si vuole cogliere l’opportunità di accelerare il rinnovo del nostro vetusto parco circolante”.

La ricerca evidenzia poi come, complice anche i consistenti incentivi studiati per questi veicoli, stia crescendo il feeling tra gli italiani e le vetture elettrificate: il 63% degli intervistati si dice pronto ad acquistarle (il 46% convinto dalle soluzioni bride, il 17% dal full electric); il diesel resta marginale (11%). Due i principali motivi di scelta delle elettrificate: il “risparmio economico” (indicato dal 58%), e il “minore inquinamento prodotto” (40%), dato che testimonia il crescente senso di responsabilità della popolazione sul tema delle emissioni.

Lo studio si sofferma infine su come la pandemia e la diffusione degli strumenti digitali stiano modificando il rapporto tra l’automobilista e la concessionaria. I dati mostrano che l’appeal per il salone resti molto alto: 9 automobilisti su 10, pur favorevoli ad avviare il processo di acquisto online, preferiscono concludere la trattativa in concessionaria. Il 74% si dice favorevole a recarsi in concessionaria anche la domenica. Come accennato, cresce la fiducia verso le piattaforme di condivisione: il 66% degli intervistati indica WhatsApp come strumento privilegiato per ricevere informazioni dal venditore. In particolare, i contenuti più richiesti riguardano: “video/immagini degli interni” (indicati dal 64% degli intervistati), “video immagini degli esterni” (53%), “immagini degli accessori” (52%). Sale, infine, la percentuale di persone disposte ad approfondire con il venditore l’acquisto dell’auto anche di domenica (18%) o la sera dopo le 20 (17%).

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Martedì 27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento: 29-10-2020 10:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA