Uno dei test

Assogomma svela i falsi miti degli pneumatici: dalla data di fabbricazione, all'usura fino al corretto posizionamento

di Alessandro Follis
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VARANO - Sugli pneumatici sono diffusi nella convinzione comune alcuni falsi miti che possono rivelarsi dannosi per gli utilizzatori. Per esempio, la data di fabbricazione più o meno recente a parità di usura e status di conservazione non incide in alcun modo sulle prestazioni di uno pneumatico, contrariamente a quanto viene talvolta dichiarato. Per dimostrarlo, Assogomma ha organizzato un test sul tracciato di Varano de’ Melegari, avvalendosi dei veicoli e degli istruttori della Scuderia de Adamich. La data di produzione di uno pneumatico non ne influenza il rendimento, a parità di conservazione.

Attraverso prove di frenata su veicoli identici, sia sul bagnato che sull’asciutto, montando su uno gomme uscite dalla fabbrica da pochi mesi e sull’altro un set fabbricato nel 2023, lo spazio di arresto non ha dimostrato variazioni significative. Nel primo caso sono state usate coperture Pirelli, nel secondo Michelin, ma lo scarto ottenuto in entrambi i casi è stato pressoché insignificante. Un altro tema affrontato è stato quello dell’usura degli pneumatici e del corretto posizionamento sulla vettura. È convinzione comune che le coperture meno usurate vadano montate sull’asse di trazione dell’auto, mentre il test sviluppato da Assogomma ha dimostrato che la scelta più sicura è avere sempre gli pneumatici più nuovi al posteriore.

Questo è stato provato attraverso un esercizio che prevedeva l’inserimento in curva a circa 70 km/h con fondo bagnato a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta, perciò una vettura a trazione anteriore, dotata di gomme nuove su un asse e usurate con battistrada a 2,5 mm sull’altro. Con le coperture nuove all’anteriore e consumate dietro la vettura tendeva a finire in sovrasterzo, risultando molto più difficile da controllare, mentre al contrario con le gomme nuove al posteriore l’effetto di sottosterzo è risultato molto più semplice da governare anche per un guidatore meno esperto.

Infine, l’ultimo aspetto evidenziato dal test è stata la corretta pressione degli pneumatici e la sua influenza su consumi e guidabilità della vettura. Una Stelvio a gasolio è stata utilizzata per dimostrare che una pressione di gonfiaggio errata, inferiore di 0,5 bar rispetto a quella ottimale, provoca un considerevole aumento dei consumi nel lungo periodo. Percorrendo dieci giri del tracciato di Varano, pari a poco più di 22 km, con pneumatici gonfiati correttamente e leggermente sgonfi, nel secondo caso si è registrato un consumi di carburante peggiore del 12,5%, pari a circa 1,5 l/100 km in più.

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mercoledì 17 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA