Ferrari Amalfi, l’ultima evoluzione della Gran Turismo con tutto il fascino del V8 di Maranello

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FARO – Inizalmente era stata la California, poi Ferrari ha deciso di omaggiare il Bel Paese dapprima con la Portofino e poi la Roma. Ora si passa dal fascino della Dolce Vita per dirigersi verso le assolate e magnifiche coste della Campania. Arriva sulle strade la Ferrari Amalfi, l’ultima nata in quel di Maranello a proseguire il fil rouge delle Gran Turismo berlinette coupé 2+2 a motore V8 centrale-anteriore.
La Costiera dalla Città Eterna non è mai stata così distante. Pur raccogliendo la sua eredità e condividendo circa il 40% delle componenti con la Roma, la Ferrari Amalfi presenta uno stile e un’anima totalmente differente. Un po’ Dottor Jekyll e Mister Hyde, la vettura del Cavallino Rampante sa essere una pratica GT da usare tutti i giorni e, all’occorrenza, diventare una vera supercar. La magia risiede nel Manettino che, posto sul volante, riesce a calibrare la Amalfi passando da una guida confortevole fino alle accelerazioni brucianti degne delle vetture che calcano i circuiti.

Ad accoglierci in Algarve purtroppo è un cielo grigio accompagnato da una pioggia battente. Nonostante ciò la Amalfi si impone subito alla vista nella colorazione Verde Costiera, una tonalità brillante ispirata ai riflessi del mare che esalta le superfici scolpite della carrozzeria. Le gocce di pioggia, che scorrono lungo le fiancate, mettono in risalto un design pulito e filante, frutto del lavoro del Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni. Le linee sono nette, i volumi geometrici ben definiti, con un approccio minimalista che rinuncia a ogni eccesso decorativo per lasciare spazio alla funzione e all’aerodinamica.
Nonostante le dimensioni siano le medesime della Roma, 4,66 metri di lunghezza e 1,97 metri di larghezza, la Ferrari Amalfi presenta uno stile completamente differente. Il frontale è privo della classica calandra e si distingue per un’ala flottante, in tinta con la carrozzeria, che sovrasta una fascia scura nella quale trovano posto sia i sensori che i gruppi ottici full LED.

Lo splitter inferiore e il lungo cofano motore sottolineano il carattere sportivo della vettura, mentre la vista laterale è dominata dall’abitacolo arretrato, dalle minigonne in fibra di carbonio e dai cerchi forgiati da 20”, progettati anche per migliorare il raffreddamento dell’impianto frenante. Al posteriore, la coda compatta ospita un ampio diffusore con quattro terminali di scarico e l’ala mobile attiva, elegantemente nascosta, capace di assumere tre configurazioni e di generare fino a 110 kg di carico verticale a 250 km/h con un incremento di resistenza minimo.
L’abitacolo conferma l’impostazione da vera sportiva, pur mantenendo la configurazione 2+2 che aumenta la fruibilità complessiva. La struttura a doppio cockpit avvolge guidatore e passeggero in due moduli distinti ma visivamente collegati, separati dal tunnel centrale in alluminio fresato, o a scelta anche in carbonio. La plancia adotta un linguaggio pulito e contemporaneo, con un layout che integra quadro strumenti e bocchette di aerazione. Il nuovo volante segna il ritorno ai pratici pulsanti fisici e all’iconico tasto di accensione in alluminio.

L’esperienza digitale è affidata a un sistema HMI a tre display: lo schermo principale da 15,6” per il guidatore, il display centrale touch da 10,25” per la gestione di infotainment e funzioni di bordo e il display passeggero da 8,8”, che consente anche a chi siede a destra di vivere la guida come un vero co-pilota. Materiali pregiati, fibra di carbonio, cuciture a contrasto e la possibilità di sedili comfort con funzione massaggio completano un ambiente raffinato e tecnologico, pensato per affrontare lunghi viaggi senza sacrificare il piacere sportivo.
Premendo il pulsante di accensione, il protagonista assoluto si manifesta immediatamente. Il V8 biturbo da 3.855 cm³ della famiglia F154 prende vita con un sound pieno e riconoscibile. La melodia di Maranello sovrasta il rumore della pioggia che continua incessante a cadere. Con 640 cv e 760 Nm di coppia, il motore rappresenta l’ultima evoluzione di uno dei propulsori più premiati della storia recente Ferrari, affinato grazie a nuove calibrazioni dei turbocompressori, a una gestione elettronica evoluta e a una significativa riduzione delle masse interne. L’erogazione è progressiva e continua, con una risposta immediata dell’acceleratore che rende ogni affondo sul gas un’esperienza coinvolgente.

Tuttavia le condizioni meteo suggeriscono prudenza. Si parte in modalità Wet, la Amalfi si muove con grande compostezza anche sull’asfalto viscido, offrendo un’accelerazione dolce e un controllo di trazione sempre progressivo, capace di lasciare spazio al guidatore senza mai risultare invasivo. Passando in Comfort, la Ferrari conferma una docilità sorprendente per la sua potenza, diventando più cattiva solo quando si decide di affondare con decisione il pedale dell’acceleratore.
Senza dubbio lo sterzo si distingue per precisione e linearità, dando la sensazione di viaggiare su un binario anche in condizioni estremamente scivolose. In modalità Sport, complice la coppia generosa e il fondo ancora umido, il carattere della Amalfi emerge con forza, tanto da offrire più di una derapata tra i tornanti portoghesi. Lo spirito di sopravvenienza ci consiglia di scendere nuovamente in Comfort per tornare in tutta tranquillità a destinazione.

È però il giorno successivo, con il sole a illuminare le strade attorno a Faro, che la berlinetta di Maranello può esprimere appieno il suo potenziale. Con pneumatici e freni carboceramici in temperatura, sfruttando la modalità Sport e Race che la Amalfi mostra la sua doppia anima: da una parte una GT confortevole, dall’altra una vera supercar capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e di raggiungere i 200 km/h in appena 9 secondi, fino a una velocità massima di 320 km/h.
Al di là dei numeri, colpisce l’equilibrio dinamico. Nonostante le dimensioni generose, la Amalfi si dimostra agile e precisa anche nei tratti più guidati. Il merito è dell’interazione tra telaio e sospensioni, il tutto supportato da una trasmissione a doppia frizione a otto rapporti, ulteriormente affinata nelle strategie di gestione, che scarica la potenza esclusivamente sull’asse posteriore. L’introduzione del brake-by-wire e dell’ABS Evo in tutte le condizioni di guida migliora la modulabilità della frenata, mentre il sistema Side Slip Control 6.1 coordina in modo armonico tutti i controlli dinamici, garantendo sicurezza e piacere di guida anche al limite.

La Ferrari Amalfi si propone così come una berlinetta dalla personalità poliedrica, capace di emozionare quando si cerca la massima prestazione e di accompagnare con naturalezza nell’uso quotidiano. È già ordinabile con un prezzo di partenza di 240.000 euro e, come ogni Ferrari, offre infinite possibilità di personalizzazione. Un modello che interpreta in chiave moderna lo spirito da Gran Turismo del Cavallino Rampante, dimostrando che eleganza, tecnologia e purezza del V8 possono ancora convivere in un equilibrio sorprendentemente attuale.




