La nuova Ferrari Amalfi

Ferrari, le meraviglie di Amalfi. Al volante della nuova berlinetta 2+ che permette di accedere al favoloso mondo del Cavallino

di Michele Montesano
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Scogliere di un rosso intenso inframezzate dal verde della vegetazione, il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia e una pioggia a sferzare le strade portoghesi. Panorama suggestivo a parte, non le condizioni ideali per guidare l’ultima creatura di Maranello. Ci troviamo a Faro, in Algarve, per provare la Ferrari Amalfi, la nuova GT Berlinetta coupé 2+2 del Cavallino Rampante. Dopo il richiamo alla Dolce Vita della Roma, in quel di Maranello hanno deciso di omaggiare le splendide coste campane. La ricetta è invariata: uno stile elegante, ma estremamente tecnologico, e a battere sotto il cofano il V8 biturbo in tutta la sua purezza.

Nonostante la giornata grigia, ad attenderci c’è la Amalfi che brilla nella sua colorazione Verde Costiera. Le gocce che si poggiano e scorrono lungo la carrozzeria sottolineano le sue forme pulite e filanti disegnate dal Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni. La Amalfi mostra subito il suo lato contemporaneo con linee nette e volumi geometrici ben definiti e al servizio dell’aerodinamica. Il frontale, privo di una calandra tradizionale, è caratterizzato da un’ala flottante che sovrasta una linea nera che scorre lungo tutto il muso ed è impreziosita dai fari LED alle estremità. Si tratta pur sempre di una Ferrari, bisogna quindi enfatizzare il carattere sportivo. Sulla Amalfi è ben visibile grazie allo splitter e al lungo cofano motore. Oltre all’abitacolo arretrato, nella vista laterale spiccano le minigonne in carbonio e cerchi forgiati da 20” che, attraverso un disegno specifico, hanno anche il compito di abbassare le temperature dell’impianto frenante.


Sul posteriore spicca un generoso diffusore, con incastonati i 4 terminali di scarico. Non manca l’ala mobile, nascosta sull’estremità della coda, che in base alle velocità assume tre configurazioni, arrivando ad inclinarsi fino a 50° per generare un carico verticale pari a 110 kg a 250 km/h. Anche gli interni non sono da meno. Pur essendo una 2+2, la Amalfi ha un abitacolo da vera sportiva con l’impostazione dual cockpit che avvolge guidatore e passeggero in due moduli simmetrici e separati dal tunnel centrale. Se chi guida può fare affidamento sul quadro strumenti digitale da 15,36”, anche il passeggero può sentirsi parte integrante dell’esperienza grazie al display da 8,8” che fornisce le informazioni dell’auto. Non manca il touch screen da 10,25” al centro della plancia per gestire l’infotainment. Fuoco alla polveri. Pigiamo il pulsante di accensione e nella terra del Fado a riecheggiare è la melodia di Maranello. Il V8 biturbo da 3.9 litri prende vita e i 640 cv sono pronti a scalpitare. Innestiamo la prima e, rigorosamente in modalità Wet, partiamo per saggiare la Amalfi. Le condizioni della strada, e la pioggia che cade incessante, ci consigliano di andare adagio sulle strade portoghesi.

A dispetto dell’asfalto viscido, la Amalfi non incute timore. In Wet l’accelerazione è progressiva e mai brusca, inoltre il controllo di trazione interviene sempre gradualmente lasciando spazio di manovra a chi impugna il volante permettendo di apprezza appieno la guida. Presa la giusta confidenza, spostiamo il manettino in Comfort. Anche in questo caso la Ferrari si mostra docile, solamente se si affonda il pedale dell’acceleratore diventa più aggressiva. Estremamente lineare nei movimenti, sembra di guidare su un binario tanto lo sterzo riesce ad essere chirurgico. Proviamo a spingerci oltre andando in Sport: la Amalfi si scatena e, vista la coppia di 760 Nm oltre all’asfalto viscido, è facile farla intraversare. Torniamo quindi alla più tranquilla mappatura Comfort per goderci appieno la guida. «Non può piovere per sempre». Citando una delle frasi più celebri del compianto Brandon Lee, il giorno successivo ad accoglierci è un caldo sole che fa scintillare la Amalfi pronta a regalarci ulteriori emozioni.

Le strade nei dintorni di Faro sono finalmente asciutte. Scaldati pneumatici e freni carboceramici è giunto il momento di scatenare la cavalleria. Da placida GT, in modalità Sport la Amalfi diventa una vera Ferrari pronta ad aggredire l’asfalto. In soli 3,3 secondi consente di raggiungere i 100 km/h e in 9 arriva a 200 km/h, cifre da vera supercar come la velocità massima di 320 km/h. Numeri a parte, sono le sensazioni che restituisce a rendere coinvolgente la guida, ancora di più se si passa in Race. Nonostante le sue generose dimensioni, 4,66 metri di lunghezza e 1,97 di larghezza, la Amalfi si dimostra agile anche nei tratti più guidati. Il merito è dell’interazione tra telaio e sospensioni oltre alla trasmissione doppia frizione a otto rapporti fulminea e precisa. Una Ferrari dalla doppia anima, coinvolgente sia alle basse andature che quando si spinge sul pedale del gas e diventa una vera supercar. La Amalfi è già ordinabile ad un prezzo che parte da 240.000 euro ma, come ogni Ferrari, può essere ampiamente personalizzata rendendola unica.

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sabato 31 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:06 | © RIPRODUZIONE RISERVATA