Leaf, l'orgoglio della prima. Nissan lancia la terza generazione dell’apripista di tutte le elettriche moderne

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COPENAGHEN - Verde come una foglia, da cui trae il nome in inglese, dal 2010 Nissan con la Leaf ha intrapreso il cammino verso una mobilità più sostenibile e green. Nell’era digitale, in cui tutto scorre veloce e nulla è duraturo, la giapponese è diventata un caposaldo tra le auto elettriche. Con il suo design dirompente, la Leaf è stata la prima vettura alla spina commercializzata su larga scala tanto da conquistare l’ambito premio di Auto dell’anno nel 2011.
In 15 anni di onorata carriera, caratterizzata da due versioni, sono state vendute oltre 700 mila Leaf, di cui 290 mila in Europa. Inoltre, seguendo appieno il concetto di circolarità, 84 batterie dismesse della seconda serie alimentano tuttora il sistema di stoccaggio dell’aeroporto di Fiumicino. La tecnologia avanza e anche per la Nissan è tempo di voltare pagina con la terza generazione della Leaf. Abbandonate le forme da berlina, la vettura a zero emissioni nipponica prende ora le sembianze di un crossover coupé. Pur se realizzata sulla piattaforma CMF-EV, la stessa della Ariya, la Leaf presenta dimensioni più compatte con una lunghezza di 4,35 metri, 1,18 di larghezza e 1,55 metri di altezza.

Il primo punto di rottura con le versioni precedenti lo si può notare già nel design, ora più muscoloso ma senza rinunciare all’efficienza. La Leaf sembra quasi disegnata dal vento, viste le sue forme fluide e morbide che le consentono di raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica (CX) di 0,25, cifra che si traduce in un minor consumo di energia. Il merito è del lavoro svolto in sinergia tra gli ingegneri e il Global Design Studio di Nissan che hanno realizzato una vettura in grado di distinguersi dalla massa. I fari LED a boomerang, uniti da una fascia luminosa, e la calandra su due livelli slanciano la vista frontale che prosegue verso i fianchi, dove la Leaf mostra un aspetto più muscoloso, mentre il tetto discende verso la coda da coupé. La parte superiore del bagagliaio in nero, oltre a fare da contrasto con il resto della carrozzeria, serve a evidenziare i gruppi ottici posteriori che richiamano l’ideogramma giapponese “Ni-San” del numero 23, troviamo quindi due elementi Led orizzontali e tre verticali. Simbolo che viene ripreso in diverse aree sia esterne che interne della vettura. I cerchi, disponibili da 18” e 19”, con disegno specifico, le maniglie a filo e il fondo piatto migliorano l’efficienza aerodinamica. Salendo a bordo ci accolgono due display da 14,3”, uno per la strumentazione e l’altro per l’infotainment dotato di suite Google integrata che, oltre a migliorare la facilità di utilizzo, si interfaccia con il Leaf Route Planner per pianificare i viaggi tenendo conto anche delle soste di ricarica. Materiali morbidi al tatto e ben assemblati si affiancano all’impianto audio Bose dotato di un altoparlante integrato nel poggiatesta del conducente, per suggerire le indicazioni stradali senza disturbare i passeggeri.

Quest’ultimi, visto il passo di 2,69 metri, possono sfruttare l’ampio spazio a bordo oltre alla luminosità dell’abitacolo grazie al tetto panoramico a trasparenza regolabile elettronicamente. Infine il bagagliaio offre una capacità di carico che varia da 437 fino a 1.052 litri reclinando i sedili posteriori. La Nissan Leaf presenta due potenze di motore abbinati ad altrettanti tagli di batterie. Troviamo quindi la versione da 130 kW (pari a 176 Cv) e 345 Nm di coppia che, tramite l’accumulatore da 52 kWh, consente un’autonomia fino a 436 km. Per la nostra prova abbiamo optato per la più potente versione da 160 kW (217 Cv) e 365 Nm di coppia (batteria da 75 kwh). Agile e scattante nel traffico di Copenaghen, la Leaf offre uno spunto da 0 a 100 km/h coperto in 7,6 secondi.
Anche fuori dal centro urbano, affrontando le strade che costeggiano lo stretto di Øresund, la Nissan si mostra confortevole e silenziosa. Il merito è sicuramente delle sospensioni, MacPherson all’anteriore e multilink al posteriore, ben tarate e che filtrano al meglio le asperità dell’asfalto. Ben calibrato anche lo sterzo che infonde la giusta sicurezza nei tratti più guidati sempre supportato dai numerosi Adas. Sfruttando la frenata rigenerativa, gestibile su quattro livelli tramite le leve dietro il volante, e l’e-Pedal, che consente di guidare la Leaf con il solo pedale dell’acceleratore, si riesce a contenere i consumi. Tanto che, al termine della nostra prova di circa 240 km, abbiamo registrato 13,8 kWh per compiere 100 km. Un risultato in linea con quanto dichiarato da Nissan considerando l’autonomia massima di 622 km. Altro aspetto da non trascurare la ricarica fino a 150 kW, che consente di portare la carica della batteria dal 20 all’80% in mezz’ora, inoltre la vettura può anche alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW. La Nissan Leaf arriverà sul mercato nella primavera del 2026 con prezzi a partire da 36.900 euro.




