Zeekr 7GT, il brand della galassia Geely toglie il velo dal suo 4° modello: una granturismo elettrica premium

La Range Rover ha un nuovo vestito, debutta la sportiva GT zero emission con una linea filante da coupè

Classe C, un'elettrica coi fiocchi. Il modello Mercedes viene proposto in versione Bev che si affianca alla classica

Hyundai Ioniq 6 N, aperto gli ordini in Italia della prima berlina sportiva 100% elettrica della gamma N
MALAGA - Per capire dove sta andando l’automobile basta osservare una Gran Turismo arrivata dalla Svezia con passaporto cinese. Sembra una contraddizione, invece è il ritratto perfetto dell’epoca che stiamo vivendo. Per decenni il premium è stato un territorio esclusivo dell’Europa: i tedeschi costruivano la tecnica, gli italiani il carattere, gli inglesi l’eleganza. La Cina imparava. Oggi il copione si è ribaltato. Non perché il Vecchio Continente abbia dimenticato come si costruiscono le automobili, ma perché nuovi protagonisti hanno deciso di giocare la partita senza complessi d’inferiorità. Zeekr 7GT arriva esattamente in questo momento storico. E forse è proprio qui che va cercato il suo significato più autentico. Non è semplicemente una nuova elettrica, e neppure l’ennesima dimostrazione di forza tecnologica di un costruttore asiatico. È il tentativo, probabilmente il più maturo finora visto, di ridefinire il concetto stesso di automobile premium.

Durante la presentazione europea c’è una frase che torna più volte. «Non vogliamo costruire una grande auto elettrica, vogliamo costruire una grande GT». Sembra una sfumatura lessicale, invece racconta un cambio di prospettiva. Perché una Gran Turismo non nasce per stupire al semaforo. Nasce per divorare mille chilometri in un giorno facendo scendere il guidatore meno stanco di quando è partito. È una filosofia che appartiene alla cultura automobilistica europea e che Zeekr ha deciso di fare propria sviluppando la vettura a Göteborg, dove ancora oggi si respira quella scuola scandinava capace di mettere insieme funzionalità, rigore progettuale ed eleganza. Le prestazioni, naturalmente, non mancano. I 646 cavalli della versione più potente e i 710 Nm di coppia sono cifre che fino a pochi anni fa appartenevano al mondo delle supercar. Lo scatto da zero a cento richiede appena 3,3 secondi e la piattaforma elettrica a 800 Volt permette ricariche ultraveloci e autonomie da vera viaggiatrice. Ma sarebbe un errore raccontare la 7GT attraverso i numeri.

Le prestazioni oggi sono diventate quasi una commodity. Tutti possono costruire un’elettrica potentissima. Molto più difficile è costruirne una che trasmetta fiducia. È qui che emerge il lavoro degli ingegneri. Sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante, retrotreno multilink, distribuzione dei pesi perfettamente equilibrata, assetto pneumatico attivo. Soluzioni che non servono a vincere una gara di accelerazione, ma a costruire quella sensazione di naturalezza che distingue una buona automobile da una grande automobile. La 7GT non impressiona perché accelera forte. Convince perché restituisce al guidatore il piacere di scegliere una traiettoria. Lo stesso approccio si ritrova nell’abitacolo. Negli ultimi anni molti costruttori hanno trasformato gli interni in enormi esercizi di digitalizzazione, quasi che il numero degli schermi fosse diventato il nuovo metro del lusso. Zeekr sceglie una strada diversa. La tecnologia è ovunque, ma non invade mai la scena.
Il software lavora in silenzio, l’infotainment è rapido, gli aggiornamenti sono continui, ma rimangono i pulsanti fisici, rifiniti in metallo, perché la memoria tattile vale ancora qualcosa. È un dettaglio che racconta una filosofia: la tecnologia deve aiutare il guidatore, non sostituirlo. Poi c’è un’altra parola che durante la presentazione ritorna con insistenza: artigianalità. Potrebbe sembrare fuori tempo massimo in un’automobile costruita sull’intelligenza artificiale e sulle piattaforme software-defined. Invece è proprio questo il punto. Il nuovo premium non nasce dalla quantità di elettronica installata, ma dalla qualità con cui ogni dettaglio viene percepito. Il silenzio dell’abitacolo, il peso di un comando, la precisione di una cucitura, il sostegno dei sedili, l’armonia dei materiali.

La sensazione è che Zeekr abbia compreso una cosa prima di altri. La transizione elettrica ha livellato molte differenze tecniche fra i costruttori. Le batterie si assomigliano, i motori elettrici anche. La vera partita torna così a giocarsi dove si è sempre giocata nella storia dell’automobile: nella capacità di costruire personalità. È il motivo per cui la 7GT non cerca di sembrare un’astronave. Assomiglia, piuttosto, a una Gran Turismo di scuola europea che ha semplicemente cambiato alimentazione. Con un prezzo di partenza di 47.500 euro, questa shooting brake rappresenta molto più di un nuovo modello. È uno dei segnali più evidenti di quanto rapidamente si stia trasformando la geografia dell’automobile mondiale. Fino a ieri era la Cina a osservare l’Europa per imparare come si costruisce un’auto premium. Oggi è l’Europa che osserva con attenzione ciò che arriva da Oriente. Ed è forse questa la riflessione più interessante che lascia Zeekr 7GT. Il premium non è morto. Ha semplicemente cambiato indirizzo, linguaggio e protagonisti. Ma continua ad avere lo stesso obiettivo di sempre: far venire voglia di guidare.




