Ue, la Commissione introduce nuove norme che rendono più severa la revisione auto periodica
Bruxelles ha varato nuove norme per la revisione periodica dei veicoli: gli Adas saranno oggetto di controlli specifici così come verranno stabilite verifiche dedicate ai modelli elettrici e ibridi. In arrivo anche controlli più severi su NOx e particolato. Questo - segnalano i media - potrebbe rendere più costosa l'operazione per gli utenti. Come indicato dalla Commissione saranno airbag, assistenza automatica alla frenata d'emergenza e altri sistemi elettronici di sicurezza a diventare parte integrante dei controlli previsti dalla revisione obbligatoria dei veicoli. Attualmente, molti di questi sistemi sono soggetti solo a controlli limitati. Ed è per questa ragione che Bruxelles ha ritenuto necessario un miglioramento delle norme, in particolare per i veicoli più moderni che sono dotati di un'ampia dotazione di sensori e software.
Anche i veicoli elettrici e ibridi saranno soggetti a ulteriori punti di controllo. Ciò è dovuto al crescente numero di veicoli elettrificati in Europa. Per gli automobilisti, questo potrebbe significare che la revisione obbligatoria dei veicoli diventerà più tecnica e complessa rispetto al passato. Altro cambiamento previsto - viene segnalato dalla Commissione - è quello che riguarda i richiami obbligatori da parte dei produttori. In futuro, la revisione periodica dei veicoli verificherà se i richiami relativi alla sicurezza sono stati completati. E in assenza di questo requisito non verrà fornita l'approvazione del controllo. Non è stata invece approvata la proposta di rendere annuale la revisione per i veicoli con più di 10 anni. Sul tema è intervenuto l'eurodeputato tedesco della CDU Jens Gieseke che era stato fra gli oppositori alla introduzione di questa norma.
«L'eliminazione della revisione annuale per i veicoli con più di dieci anni - ha detto - assieme all'eliminazione dei requisiti di revisione aggiuntivi per i veicoli commerciali leggeri rappresentano un chiaro segnale di sollievo per i consumatori e soprattutto per le piccole e medie imprese».




