Milano Design Week e l'auto, una questione di stile. L’automotive è sempre più protagonista

Audi a FuoriConcorso Como, riflessioni su valore e fascino delle competizioni celebrando la velocità e ciò che la rende possibile

Audi, torna l'Auto Union. Ricostruito il bolide che nel 1935 stabilì il record mondiale di velocità a Lucca

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Visionaria, magnetica, trasversale: la Design Week 2026 ha trasformato l’automobile in una protagonista inattesa e potente, capace di attraversare i confini tra industria, arte, moda e architettura. Non più soltanto prodotto da guidare, ma oggetto da contemplare, esperienza da vivere, manifesto di un futuro in cui stile, tecnologia e identità corrono sulla stessa traiettoria. Nelle vie più eleganti di Milano, tra installazioni, boutique e cortili diventati palcoscenici, le Case hanno scelto di raccontarsi non solo attraverso motori e piattaforme, ma con linguaggi più seducenti: materia, luce, proporzioni, visione.

Hyundai ha aperto il racconto con la Ioniq 3, crossover elettrico pensato su misura per l’Europa e svelato a Milano. Un modello che punta a tradurre l’elettrificazione in forme compatte, funzionali e desiderabili, cercando un equilibrio tra razionalità d’uso e identità stilistica. Audi ha portato alla Design Week “Origin”, un portale verso la nuova era del design del marchio. L’installazione distilla l’essenza del progresso eliminando il superfluo e lasciando emergere con chiarezza l’intenzione più pura. Il fascino senza tempo del cortile dell’ex Seminario Arcivescovile, all’interno del Portrait, diventa così la cornice ideale per la presentazione al pubblico italiano della nuova RS 5 Avant. Primo modello RS plug-in hybrid, porta prestazioni, prestigio ed esclusività in un territorio inedito, grazie a un livello di avanguardia tecnologica che riscrive le regole della sportività. Geely ha scelto Milano come avamposto creativo europeo e ha mostrato per la prima volta in Italia la EX2, citycar che è la vettura più venduta in Cina, di gran lunga il più grande mercato automobilistico del mondo.

La sua presenza racconta bene il nuovo peso dei costruttori cinesi: non più comparse curiose, ma protagonisti strutturati, capaci di presentarsi con prodotti maturi e ambizioni globali. Nello stesso fronte orientale si colloca Zeekr, che debutta in Italia con la 7GT, berlina elettrica premium sviluppata con un forte accento sul design europeo.
Il marchio Lepas debutta in Europa con la L6, Suv plug-in hybrid pensato per unire efficienza, accessibilità e presenza scenica. Lynk & Co ha scelto invece la 08, modello che punta su connettività, design e nuova esperienza d’uso, esposto negli spazi di Solferino 28.

Dongfeng ha completato il quadro portando il lusso elettrico cinese al Fuorisalone con MHero 1 e Voyah Passion L, due proposte che guardano a un pubblico internazionale e sempre più sensibile alla combinazione tra tecnologia, comfort e immagine. Kia ha risposto con Vision Meta Turismo, concept che rilegge la gran turismo in chiave elettrica e digitale, spostando il tema della mobilità verso un territorio quasi immersivo, dove il viaggio non è soltanto spostamento ma esperienza. Toyota ha scelto un registro più concreto con la nuova Yaris Cross, Suv best seller che si evolve tra stile, tecnologia e contenuti aggiornati.
È la dimostrazione che anche i modelli di grande diffusione devono oggi parlare un linguaggio più ricercato, perché il design non riguarda più solo l’alto di gamma, ma ogni segmento del mercato. Genesis ha puntato su una presenza sofisticata con la hypercar GMR-001, esposta nella boutique Larusmiani di via Montenapoleone. Mini, invece, ha confermato la propria anima giocosa e creativa insieme a Paul Smith, dando vita a “A Garden of Curiosity”: un progetto in cui l’auto diventa oggetto culturale, ironico, colorato, capace di dialogare con moda e lifestyle senza perdere la propria identità. Il risultato è un mosaico vivace e competitivo, in cui l’automobile si allontana dalla semplice funzione per farsi racconto, simbolo, promessa.

La Design Week 2026 non è stata soltanto una vetrina patinata, ma un termometro preciso delle nuove gerarchie del settore: l’Europa difende tradizione e raffinatezza, la Corea lavora su elettrico e immagine, la Cina avanza con forza, varietà e ambizione. E Milano, ancora una volta, diventa il luogo in cui il futuro dell’auto non si misura solo in autonomia, potenza o tecnologia, ma nella capacità di emozionare, sorprendere e restare impresso. Nell’epoca della transizione, vincere significa anche costruire desiderio: rendere visibile un’identità, trasformare la tecnica in racconto e far percepire ogni modello come parte di un mondo, non come semplice scheda prodotto.




