La Nissan Leaf è stata la prima auto elettrica premiata con il prestigioso riconoscimento nel

Auto dell'Anno, dodici le italiane con la “corona”. Giurati esperti che giocano d’anticipo

di Giampiero Bottino
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GINEVRA - Se Fiat ha fatto la parte del leone, a completare la dozzina delle “Auto dell’anno” tricolori hanno contribuito le due vittorie Alfa con la 156, incoronata nel 1998, e la 147 tre anni dopo, precedute dalla Lancia Delta vincitrice del 1980. Per quanto riguarda la marca “regina” di quello che allora era chiamato Gruppo Fiat, ad «aprire le danze» è stata la 124 nel 1967, mentre a chiudere (per ora) la serie ha pensato la 500 nel 2008.
 

 

Anche a costo di suscitare commenti non sempre benevoli tra gli addetti ai lavori i giurati Coty (Car of the year) sono stati spesso lungimiranti. Ad esempio nel 2011, quando l’elettrificazione era un’idea balzana, priva di prospettive concrete dall’«urna» uscì a sorpresa il nome della Nissan Leaf elettrica. Seguita l’anno dopo dall’accoppiata Opel Ampera/Chevrolet Volt.

Scorrendo l’albo d’oro dell’«Auto dell’Anno» si prova un po’ di nostalgia nel leggere nomi ormai scomparsi dal panorama automobilistico mondiale. Se molti ricordano la Rover, che con la 2000 vinse il primo titolo nel 1964 (bis nel 1997 con la 3500) ed è sparita in tempi abbastanza recenti, lo stesso non si può dire della Nsu, regina del 1968 con la rivoluzionaria Ro80, e della francese Simca, vincitrice nel 1976 con la 1307/8 e tre anni dopo con la Horizon.

Nell’ultimo trimestre dell’anno i giurati stilano la «short list» delle 7 finaliste tra le concorrenti (quest’anno erano 37) arrivate nelle concessionarie di almeno 5 Paesi europei nei 12 mesi precedenti. Tra i tanti criteri di valutazione: design, comfort, sicurezza, economia, handling, prestazioni, funzionalità, attenzione all’ambiente, piacere di guida e prezzo – assumono particolare rilievo l’innovazione tecnologica e il rapporto qualità/prezzo.

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Mercoledì 4 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA