La nuova Renault Megane E-Tech

Renault, l'Europa s'inchina. La casa parigina ribadisce la sua leadership nelle batterie con il lancio della Megane

di Nicola Desiderio
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Un nuovo marchio, una nuova leadership, molto entusiasmo e tante idee per risalire la china guardando al futuro con fiducia. L’arrivo in Renault di Luca De Meo ha portato una ventata di ottimismo e, anche se i conti non sono ancora in ordine, il ceo dice che il piano Renaulution va avanti più veloce del previsto e presto se ne vedranno gli effetti con 24 lanci di prodotto entro il 2025, 10 dei quali elettrici, e una maggiore specializzazione rispetto agli altri marchi del Gruppo e anche di Nissan all’interno dell’Alleanza. In attesa che si scateni la tempesta, è stato creato anche Mobilize, un marchio dedicato esclusivamente alla mobilità con 4 modelli specifici che non possono essere acquistati, ma solo condivisi oppure presi in affitto e abbonamento. Tutta la gamma futura di Renault sarà basata su 3 piattaforme e, una di queste, è la CMF-EV che è la base alla nuova Megane elettrica, incaricata di portare porta al debutto il nuovo marchio della Losanga. Lo stile è reso forte dai fianchi muscolosi e dalle grandi ruote su cerchi da 20” mentre l’elettronica di bordo è basata su Android Automotive OS che incorpora tutte le funzionalità degli smartphone con uno schermo verticale 4K da 12”.

Lunga 4,21 metri, ha un bagagliaio da 440 litri e una batteria alta solo 11 cm per aumentare l’abitabilità interna. La capacità è di 40 kWh o di 60 kWh, per un’autonomia che va da 300 a 470 km e una potenza di ricarica che arriva a 130 kW, mentre il motore anteriore eroga 96 kW o 160 kW. Ma le novità più interessanti le vedremo entro 2-3 anni e saranno le nuove R5 ed R4 che diventeranno elettriche riprendendo lo stile degli anni migliori di Renault e continuando una storia di auto ad emissioni zero che comprende auto come la Zoe, nata nel 2013 ed evolutasi fino racchiudere nei suoi 4 metri un’autonomia di 395 km grazie alla batteria da 52 kWh.

Renault può mettere sul piatto l’ancora più compatta ed accessibile Twingo, diventata elettrica solo recentemente con un’autonomia di 190 km, e anche la Twizy: 100 km in 2 metri e 34. Altra elettrica di vecchia data è la Kangoo, pronta a rinnovarsi completamente affiancando il Master ZE e, in prospettiva, anche veicoli commerciali ad idrogeno. Una storia di auto elettriche che costituisce un bagaglio di esperienze e anche una risorsa. Renault infatti vuole fare del recupero delle batterie la spina dorsale della propria sostenibilità ambientale ed economica, sia attraverso il loro riutilizzo sia recuperando i preziosi materiali per farne altre batterie.

A questo proposito, Renault ha già deciso di utilizzare litio estratto da salamoia geotermica nel cuore dell’Europa e di solfato di nickel ricavato grazie ai batteri, accorciando e ripulendo così la catena di approvvigionamento. Nel frattempo, il marchio francese avanza anche sul terreno dell’ibrido, che nel 2025 riguarderà il 35% delle vendite di Renault, con il sistema E-Tech che permette il funzionamento sia in parallelo sia in serie. La prima ad avvalersene è la Clio seguita dalla Captur che alla versione ibrida plug-in da 160 cv con autonomia di 50 km ha affiancato di recente anche quella senza spina da 145 cv.

Stessa opzione è offerta anche sul nuovo suv coupé Arkana mentre la Kadjar di nuova generazione offrirà l’ibrido ricaricabile e non, sempre con il sistema E-Tech, ma basato su un 3 cilindri 1.2 turbo al posto dell’1.6 aspirato per avere alle ruote fino a 280 cv e ricordare di essere comunque un costruttore che ha vinto complessivamente 11 campionati del mondo di Formula 1 con i propri motori, che con il marchio Alpine corre già nel WEC e a Le Mans e che sta facendo anche un pensierino per tornare nei rally, magari con una R5 elettrica che si ispiri alla famosa R5 Turbo con motore centrale dei primi anni ‘80.

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Martedì 30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2021 12:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA