La nuova Mercedes EQC

EQC, una scossa all'eleganza. Anche Mercedes lancia il Suv a zero emissioni

di Nicola Desiderio
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STOCCOLMA - EQC. L’era dell’elettrico per Mercedes comincia con tre lettere ed un Suv che danno il via ad una rivoluzione destinata a portare almeno una variante a batteria per ogni modello della Stella entro il 2022, tutte appartenenti alla famiglia EQ. Un altro bel salto per il costruttore che – conti alla mano – ha già a listino il maggior numero di versione ibride e all’elettrico lavora già da tempo. Come non ricordare infatti la Classe B elettrica, in vendita dal 2012 al 2017, la SLS AMG a 4 motori da 552 kW (750 cv) e soprattutto la Smart ED che, dopo il debutto “sperimentale” nel 2009, lo scorso anno è finalmente disponibile a listino, ha poi portato per la prima volta ufficialmente al debutto il marchio EQ e ha addirittura annunciato che dall’inizio del 2020 sarà l’unica variante di motore disponibile della piccola di casa Daimler. Una bella sfida che la EQC rafforza portandola nella fascia premium per sfidare Tesla e altri marchi tradizionali come Audi e Jaguar che hanno iniziato la loro esperienza a emissioni zero proprio con un modello a ruote alte. La EQC è lunga 4,76 metri, dunque un po’ più della GLC condividendone però parte della struttura e dello stile. Le superfici sono più lisce e nettamente diverso è il frontale, caratterizzato da un enorme pannello nero lucido che incorpora i fari, una nuova firma luminosa e la calandra Mercedes che riceve una interpretazione più futuristica anticipando quella che sarà la faccia di tutte le EQ.
 

L’abitacolo è ispirato alle sorelle più moderne, con la strumentazione racchiusa in due schermi allineati sotto un unico cristallo, ma con bocchette rettangolari e ispirati ai cavi in rame. Nuovi i rivestimenti, con l’abbandono per la plancia della pelle per un nuovo materiale plastico e l’adozione di modanature metalliche ispirate alle alettature di raffreddamento degli amplificatori hi-end. Una citazione che piacerà agli audiofili. Lo spazio abitabile è paragonabile in lunghezza a quella di GLC, ce n’è qualcosa in meno per la testa e il bagagliaio, la cui capacità è di circa 500 litri. La EQC è spinta da due motori elettrici che raggiungono i 13.000 giri/min ed erogano complessivamente 300 kW e 765 Nm, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 80 kWh di capacità e prodotta a Kamenz dalla Accumotive, una consociata Daimler. Può essere ricaricata fino a 110 kW e, con un consumo dichiarato di 22,2 kWh secondo il ciclo WLTP, offre un’autonomia pari a 360 km. La EQC pesa oltre 24 quintali, ma scatta da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi, raggiunge 180 km/h (autolimitati) ed è capace di trainare fino a 1.800 kg. Decisamente interessante la possibilità di governare, attraverso il sistema vocale MBUX che ha già debuttato sulla Classe A, anche le funzioni di ricarica, non solo all’interno della vettura, ma anche attraverso lo smartphone grazie ad una app che permette di interagire a distanza, fornire suggerimenti, accedere a tutti i servizi online e pagare le ricariche. Il sistema di navigazione calcola la rotta in base alla possibilità di ricaricare e di ottimizzare l’energia disponibile mentre il guidatore può scegliere quanta recuperarne in rilascio attraverso le 5 posizioni selezionabili attraverso le levette dietro al volante.
 

 

Sarà ovviamente possibile ricaricare l’auto a casa con il caricatore da 7,4 kW o la wallbox da 22 kW oppure appoggiarsi alle diverse reti presenti sul territorio tra cui Ionity, il consorzio del quale fanno parte, oltre a Daimler, anche BMW, Ford e gruppo Volkswagen e che ha l’obiettivo di installare in tutta Europa almeno 400 colonnine entro il 2020, tra cui anche quelle ultrarapide da 350 kW. La Mercedes EQC sarà prodotta dal prossimo gennaio presso lo stabilimento di Brema, sulle stesse linee produttive della GLC e della Classe C. Successivamente, sarà sfornata anche nell’impianto di Pechino (attraverso la joint venture con BAIC) per rifornire il grande mercato cinese affamato come non mai di auto elettriche. Ma se l’appetito vien mangiando, anche l’Europa e il Nordamerica presto si siederanno a questo tavolo.
 

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Sunday 18 November 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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