La Infiniti Q50 a guida autonoma per le strade di Tokyo

A spasso per le vie di Tokyo: Infiniti Q50 si guida da sola grazie a 12 telecamere, 12 sonar, 9 radar e 6 scanner

di Giorgio Ursicino
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TOKYO - In occasione del salone casalingo (la sede del motor show dista non molti chilometri dal quartier generale di Yokohama) il gruppo Nissan, non si è limitato a sottolineare la sua supremazia sull’auto elettrica lanciando la seconda generazione di Leaf, ha dato dimostrazione di leadership anche nel campo della guida autonoma. Sotto i riflettori il sistema ProPilot che identifica il pacchetto di dispositivi di ausilio alla guida delle sue vetture in grado di guidarsi da sole (per il momento solo in alcune circostanze). La prova su strada della Leaf 2, che da poche settimane è diventata un’auto di serie venduta in Giappone, dimostra come alcune vetture Nissan possano già viaggiare in autostrada (o nelle strade a più corsie e senso unico di marcia) in autonomia, con chi è dietro il volante chiamato a svolgere solo una funzione di controllo.
 

Il ProPilot attuale, oltre che sul modello a batterie più venduto del pianeta, è disponibile anche su X-Trail, Rouge, Serena e dal 2018 su Qashqai, il re dei crossover in Europa. Ma è evidente lo stato dell’arte attuale è solo un passaggio, presto le funzioni del ProPilot verranno vigorosamente implementate e l’“autonoumus drive” funzionerà anche in situazioni di traffico più complesse, pure in città. La tecnologia è disponibile, deve essere solo sperimentata e sviluppata per raggiungere livelli di affidabilità totale. Per mostrare a che punto siamo il gigante orientale ha fatto fare un esclusivo giro su un’Infiniti Q50 opportunamente equipaggiata che abitualmente gira nelle strade di alcune aree della metropoli nipponica per effettuare test ed incamerare dati. Le normative per il momento richiedono che al posto guida ci sia un umano, anche se ha il ruolo solo di passeggero, ma è pronto ad intervenire se qualcosa non funzionasse perfettamente. Quando hanno iniziato a parlare di guida autonoma si pensava che i veicoli per poter viaggiare senza pilota dovessero dialogare con le strade.

Troppo complesso aspettare l’adeguamento delle infrastrutture nei vari paesi del mondo, così la tecnologia è passata al “piano B”, cioè le auto devono cavarsela da sole, come fanno quelle tradizionali. Così la Q50, che monta il ProPilot evoluto, è imbottita di sensori, anche se quasi non si vedono: 12 sonar, 12 telecamere, 6 scanner laser, 9 radar ad onde millimetriche. L’unica cosa di cui ha bisogno Infiniti è di una mappatura diversa dell’area in cui si muove, una nuova cartografia in alcune zone in avanzata fase di realizzazione che consente al veicolo di conoscere la propria posizione sul territorio con un’approssimazione di pochissimi centimetri (in ogni caso meno di 10), mentre negli attuali navigatori la tolleranza è di qualche metro. Con questo ulteriore ausilio è sorprendente come la vettura si muova in scioltezza anche nelle situazioni più intricate, con incroci complessi e segnaletica orizzontale sbiadita o quasi inesistente. Rispettare i semafori, i segnali, gli altri veicoli e i pedoni è chiaramente un gioco da ragazzi. Il senso di sicurezza è assoluto, molto più elevato di quando al volante non c’è qualcuno di cui si ha particolare fiducia.

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Martedì 3 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07-07-2018 17:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA