La Toyota Concept-i

Toyota Concept-i, l'auto che ti capisce al volo: indizi di un futuro che inizia nel 2020

di Nicola Desiderio
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TOKYO - L’auto del futuro ci capirà profondamente e ci proteggerà grazie all’intelligenza artificiale. Un concetto annunciato da molte cose e ribadito anche da Toyota, un costruttore che solitamente ci va con i piedi di piombo nell’annunciare novità così sostanziali, ma che tuttavia sono oramai prossime a entrare all’interno della nostra vita o – meglio – a comprendere anche il nostro essere automobilisti.

Un elettrico molto solido. Al Salone di Tokyo ha riproposto la Concept-i, già mostrata al Ces di Las Vegas all’inizio dell’anno, una vettura elettrica lunga 4,3 metri con un’autonomia di 300 km e alimentata da una batteria allo stato solido, una tecnologia che supera in prestazioni, sicurezza e capacità quelle agli ioni di litio e sulla quale Toyota punta ad essere l’apripista applicandola su una vettura di serie già nei primi anni Venti. È probabilmente questa la valenza “industriale” maggiore del Concept-i i cui contenuti anticipano l’auto elettrica alla quale Toyota sta lavorando dopo aver costituito lo scorso anno un’apposita divisione per volere del suo presidente, il vulcanico Akio Toyoda e annunciato di recente la costituzione di una joint-venture con Mazda e Denso chiamata EV Common Architecture Spirit EV che ha lo scopo di sviluppare una piattaforma dedicata con i relativi componenti.

Luci che sorridono e avvisano. La Concept-i potrebbe dunque essere il punto di partenza della prima Toyota (e Mazda) elettrica, ma ha anche molto altro da dire, a cominciare dallo stile. La forma è a monovolume, e la superficie della carrozzeria e traslucida nascondendo i fari, che possono assumere anche configurazioni umane, e una serie di avvisi, saluti e suggerimenti scritti che possono essere proiettati non solo davanti, ma anche sui lati e in coda. Avveniristiche anche le superfici vetrate, con il parabrezza che parte molto in basso e avvolge il tetto, così come fanno il lunotto e i cristalli laterali che hanno la forma di una freccia che parte dal brancardo permettendo così una visibilità inferiore impensabile sulle attuali automobili. Improprio parlare di gruppi ottici posteriori, formati da superfici composte da decine di luci con trama a 3 punte, la stessa che troviamo sui montanti posteriori e sulla carenatura delle ruote.

L’intelligenza che ti capisce al volo. Avveniristico anche l’abitacolo a 4 posti e il sistema di accesso. Le portiere anteriori infatti si aprono verso l’alto in avanti e quelle posteriori invece all’indietro e, grazie anche all’assenza del montante, rendono facile sia entrare sia uscire. La plancia è formata da due lembi che si congiungono sovrapponendosi al centro, il volante è una cloche con due porzioni e la strumentazione è su head-up display tridimensionale. C’è poi l’AI Agent, ovvero l’assistente personale che studia i gusti del guidatore e degli occupanti e riconosce le loro emozioni per anticipare i loro bisogni, stimolare i loro sensi facilitando la loro vita e assicurando una nuova esperienza di guida oltre alla massima sicurezza. L’AI Agent, se si accorge che il guidatore è stanco o stressato, prende il comando e suggerisce altri itinerari.

L’automobile partner prediletto. Nell’idea di Toyota l’automobile è un partner e la guida autonoma non la trasformerà in una commodity, ovvero di uno strumento utile a facilitare la vita senza alcun contenuto emozionale. Al contrario, le nuove tecnologie permetteranno di stabilire un contatto ancora più intimo con la macchina e la faranno sentire ancora più propria, amata e prediletta. Futuro lontano? Niente affatto: la casa giapponese ha annunciato che nel 2020, oltre ad avere su strada le prime auto elettriche – il battesimo toccherà alla C-HR, ma solo per la Cina – con batteria allo stato solido, saranno marcianti prototipi dotati di tutte queste funzioni.

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Martedì 31 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA