Cerimonia di intitolazione della Via Carlo 
Abarth. Da sinistra Sergio Rolando, Francesco Sicari, Luisa Bernardini, Luca Napolitano, Anneliese 
Abarth, Roberto Giolito.

Torino dedica una via a Carlo Abarth. Cerimonia chiude festeggiamenti 70 anni Scorpione

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 TORINO - Torino dedica una via a Carlo Abarth, fondatore della leggendaria casa automobilistica dello scorpione che quest’anno festeggia i 70 anni. «È la dimostrazione di quanto la città sia legata alla nostra storia - commenta Luca Napolitano, head of Emea Fiat and Abarth brands - uno spunto per guardare al futuro di questa marca con passione ed energia rinnovata». A Carlo Abarth è stato intitolato un tratto di via Anselmetti. «Quella di oggi è la giornata più emozionante di un anno per noi importante - aggiunge Napolitano - Un momento indimenticabile, che chiude nel migliore dei modi l’anno di festeggiamenti». «Volevamo iniziare come Carlo Abarth avrebbe voluto, con record e vittorie - osserva - e ci siamo riusciti. Abbiamo fatto il record storico delle vendite, con 25 mila unità vendute nel 2018, e sul fronte delle vittorie la 124 Rally ha portato a casa, per la prima volta, il campionato europeo e del mondo nella categoria Rgt». A ricordare Carlo Abarth «imprenditore e innovatore» anche il presidente del Consiglio comunale, Francesco Sicari.

«In una società come la nostra - ha detto - che vede l’automobile come uno dei veicoli maggiormente utilizzato per il trasporto privato, il marchio Abarth rappresenta qualcosa di più, un vero e proprio carattere distintivo. Non sta a me fare ipotesi su quello che sarà il futuro della mobilità - ha aggiunto - ma sta a me unire il nome di Carlo Abarth con Torino, una città che dall’industria automobilistica ha per decenni ottenuto molto, con l’auspicio che possa ottenere ancora in futuro, magari sotto il segno dello Scorpione». Per Roberto Giolito responsabile dipartimento Heritage di Fca «non è casuale la scelta del sedime intitolato e dimostra che i valori e gli ideali del grande patrimonio automobilistico torinese continuano ad animare l’attività della nostra azienda». Fra i presenti allo scoprimento della targa anche Arturo Merzario che cominciò la sua carriera di pilota proprio con lo Scorpione. «Carlo Abarth - ricorda - mi prese come un padre e mi fece ragionare, mi fece capire che le corse non erano solo essere veloci, scapestrati, incoscienti; mi insegnò come farle diventare un lavoro. E così è stato per 55 anni».

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Giovedì 24 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento: 25-10-2019 19:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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