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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
La Andretti di Dennis impegnata nella cavalcata trionfale del secondo atto dell'E-Prix di Roma 2023

E-Prix di Roma 2: domina Dennis e ipoteca il titolo. Evans elimina Cassidy ed a Londra entrambi hanno poche speranze

di Giorgio Ursicino

Sorpasso e contro sorpasso. Il britannico Jake Dennis vince il secondo capitolo dell’E-Prix di Roma 2023 e riparte dalla Capitale in testa al Campionato, con molti più punti di vantaggio di quando era arrivato. L’ottimo bottino racimolato nella terra dei gladiatori permette al pilota del team Andretti di allungare in classifica, mettendo una seria ipoteca sul Mondiale ecologico. Alla fine della giostra, infatti, manca una sola tappa, anche quella in due atti, che si disputerà a fine mese a Londra, davanti ai tifosi di casa. Se Jake riuscirà nell’impresa di acchiappare la corona sarà il primo suddito di Sua Maestà a fregiarsi del titolo della nuova mobilità, quella completamente sostenibile che ha scommesso sui motori elettrici ed in soli nove anni è diventata grande sfruttando la forza del rispetto ambientale.

Una mossa che ci voleva per il Regno Unito, il paese che dal punto di vista dei driver ha vinto più GP di F1 e, tuttora, fa da base avanzata dell’intero motorsport. Con il trionfo di ieri sulle spettacolari strade dell’Eur, che sembrano fatte apposta per ospitare una battaglia del genere intrisa di spettacolo e competitività, Dennis si è portato a 195 punti nella generale. E, approfittando, dalla giornata di magra dei rivali, può sfoggiare un margine abbastanza rassicurante. Sia Nick Cassidy che Micht Evans, i due ragazzi che vengono dalla fine del mondo ed erano, insieme a Jake, ai vertici della graduatoria, hanno rimediato uno zero in pagella in una fase critica della sfida. Chi può più piangere sul latte versato è l’alfiere del Giaguaro, una delle monoposto più in forma per come lavora la parte elettrica e la gestione energia, particolari che le squadre sviluppano autonomamente. Per Evans il rimpianto è forte, l’errore tutto suo.

La scena del crash, senza conseguenze per i piloti e poche per le monoposto, è avvenuta nel giardino di casa di Mitch, le strade capitoline dove il neozelandese aveva vinto 4 delle 7 edizioni fino ad oggi disputate. Le ultime 3 consecutive tanto che, da re di Roma, era stato nominato all’unanimità imperatore. Su un fondo del genere e al cospetto di un pubblico che ormai lo considera uno di loro, il kiwi aveva tutto un altro programma. In cuor suo era convinto di bissare il successo di sabato per presentarsi al cospetto del tempio della Jaguar come il pilota di riferimento nel momento decisivo. Purtroppo non tutte le ciambelle riescono con buco ed è stata proprio la foga da risultato a spezzare l’incantesimo, facendo passare il talentuoso ed esperto campione per un pivello agli esordi.

Eppure le cose si erano messe bene, soprattutto per garantire lo show. I primi tre in classifica generale partivano nelle prime due file dello schieramento e dopo qualche sgasata si ritrovavano ad occupare il podio virtuale. I tifosi sugli spalti si sfregavano le mani come se l’atmosfera non fosse abbastanza incandescente. Al termine del rettilineo più lungo, fatto in realtà di cambi di direzione che non richiedono di rallentare (poco dopo il pauroso botto di sabato), si frena con decisione perché c’è un piega a 90 gradi. In testa c’era l’Andretti di Dennis, davanti alla Envision di Cassidy e alla Jaguar di Evans. Il passaggio non era topico. Si trattava di amministrare, gestire energia ed impostare il passo che Micht e la Jaguar dovevano avere migliore di tutti visto il feeling del kiwi col tracciato romano è l’adattabilità della monoposto britannica ai vialoni dell’Eur.

Invece Evans è sembrato morso dalla tarantola frenando addosso agli altri due. A quel punto la Jaguar è pericolosamente decollata sulla verdona di Nick ripiombando sulle barriere senza capottare. Incredibile la freddezza di Cassidy (uno dei piloti più emergenti) che, mentre il Giaguaro le piroettava sulla testa, ha avuto l’istinto di imboccare la via di fuga per togliersi dai guai. La gara, comunque, era compromessa per entrambi, con Jake che ringraziava vedendo le scena dagli specchietti per involarsi solitario verso il traguardo. Alle sue spalle un duello con le frecce un po’ spuntate.

Secondo ha chiuso per la prima volta Nato con la Nissan dopo aver battagliato con Bird con la seconda Jaguar. Sam, forse, avrebbe potuto attaccare, ma erano troppe le scorie del botto plurimo di sabato ed ha preferito accontentarsi del podio. In quarta e sesta posizione le due Maserati di Mortara e Gunther, il primo altro protagonista incolpevole della carambola da sabato. Cassidy si trova ora a 171 punti (-24 dalla vetta), Evans a 151 (-44). In teoria anche Wehrlein con la Porsche è ancora in corsa ma le 49 lunghezze di ritardo (146) e tre piloti davanti riducono le speranze al lumicino. È vero, i punti in palio sono ancora 58, ma difficilmente finiranno tutti ad uno e a Dennis gli basterà gestire anche se le gerarchie sono molto più ballerine che in F1.

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Lunedì 17 Luglio 2023 - Ultimo aggiornamento: 19-07-2023 10:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA