Autostadt a Wolfburg

Germania, sprofonda il mercato dell'auto: 31,7% in novembe e -8,1% da inizio anno. Le elettrificate valgono il 50,2% dei volumi

di Mattia Eccheli
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BERLINO – La scarsa disponibilità di auto legata alla carenza planetaria di semiconduttori è costata un ulteriore crollo al mercato tedesco, dove oltre la metà dei volumi (50,2%) è ascrivile alle elettrificate. In dicembre sono state commercializzate 198.258 vetture nuove con una flessione del 31,7% (-24,6% in Italia) rispetto allo stesso mese del 2020. Il bilancio dei primi 11 mesi peggiora ancora: -8,1% (+8,6% nel Belpaese) a meno di 2,4 milioni di immatricolazioni. È poco incoraggiante anche il dato sui canali di vendita: quello aziendale è sceso del 30,6%, mentre la contrazione di quello privati è stata del 33,4%.

Lo scorso mese in Germania un quinto delle auto targate era elettrico: 40.270 macchine, pari ad un incremento del 39%. Quello dei veicoli a zero emissioni è stato il solo segmento significativo a guadagnare terreno. Anche le vendite delle auto a Gpl sono aumentate (+26%), ma valgono appena lo 0,6% del mercato. Pur con oltre 59.000 unità consegnate (29,9% di penetrazione), anche le ibride hanno registrato un calo: -17,6% complessivamente e -8,9% per le plug-in. Le emissioni medie di Co2 della flotta di nuova immatricolazione sono scese del 17,4% a 104,3 g/km. I volumi di auto a benzina sono crollati del 43,6% e rappresentano un terzo del mercato, mentre le macchine a gasolio sono ormai meno del 16% (-56%).

Appena 5 dei 35 marchi contenuti nell'analisi mensile dell'Ufficio federale dei trasporti hanno contabilizzato una progressione in novembre. Tesla guida l'avanzata elettrica con un impressionante +234% e il 2,8% penetrazione, praticamente la stessa di marchi generalisti e più economici come Kia e Seat e poco sotto Fiat (3,2%). Poi ci sono Polestar (+105%), ma con appena 234 vetture immatricolate, Subaru (+27,2% con 454 macchine), Mitsubishi (+17,8%) e Mini (+9,3, con 2.700 unità commercializzate in meno rispetto a Tesla). Da inizio anno sono positive Polestar (209%), Tesla (151%), smart (68%), Suzuki (15,5%), Opel (12,6%), Porsche (7%), Hyundai (5,8%) e Kia (3,5%).

In novembre i costruttori più penalizzati sono stati Mazda (-59%), Ford (-55%), Nissan (-49%), Citroen (-47,5%) e Jaguar (-46%). Lo stesso marchio britannico controllato dagli indiani di Tata è anche quello che ha contabilizzato la flessione più significativa da inizio anno: -34,3%. Poi Ford (-33,4%), Honda (-25%) e Mitsubishi e Nissan, entrambe con qualche decimale oltre il 21% in meno. I marchi italiani Fiat e Alfa Romeo stanno limitando le perdite. Per il Biscione -0,1% nel mese (quota di mercato insignificante allo 0,1%) e -0,7% dall'inizio dell'anno e per Fiat -16,9% e -3,8%.

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Sabato 4 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2021 14:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA