Barche in porto

Dal 22 dicembre i correttivi al nuovo Codice della Nautica. Cecchi: «Ora contiamo su tempi rapidi per i decreti attuativi»

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

ROMA - In Italia, com’è noto, anche una buona riforma può risultare inefficace se non viene completato l’iter legislativo, con il completamento di normative non del tutto definite in prima stesura e l’approvazione dei decreti attuativi. Incagliata nei gangli di questi passaggi burocratici era rimasta, dal 2018, la riforma del Codice della Nautica, strumento indispensabile per regolamentare al meglio la vita dei diportisti e delle aziende del settore: non solo i cantieri produttori, ma anche le società commerciali, quelle del charter, le agenzie, i fornitori di servizi, le forze di polizia. Ebbene, dal 22 dicembre prossimo ci sarà la svolta tanto attesa: è stato pubblicato infatti, sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto legislativo 12.11.2020 n. 160, “Correttivo” del Codice della nautica (d.lgs 229/2017) previsto dalla legge delega, che ha dato vita alla riforma del settore entrata in vigore a inizio 2018.

Come mai c’è voluto tanto tempo? La stessa riforma del Codice della nautica prevedeva, in verità, la possibilità di un secondo intervento di completamento e messa a punto della normativa. I termini per la sua emanazione sono però scaduti due volte: il 13 agosto 2019 e il 13 agosto 2020. In entrambe le occasioni, grazie all’azione di Confindustria Nautica, questi termini sono stati prorogati con altrettanti provvedimenti di legge. E oggi, finalmente, s’è arrivati all’approvazione, con interventi correttivi su ben 31 nuovi articoli.

Certo, rimangono ancora in sospeso i decreti attuativi, ma non manca l’ottimismo su un passaggio sollecito, in vista della stagione 2021: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del succitato decreto legislativo vuol dire infatti che finalmente siamo pronti, in Italia, a cambiare “per legge”, con chiarimenti e semplificazioni, le normative che riguardano aspetti importanti del diportismo, come le visite mediche per il conseguimento della patente nautica, le dotazioni di sicurezza, l’uso dell’apparato ricetrasmittente di bordo, la normativa per il noleggio di natanti.

Importante è anche la razionalizzazione e semplificazione delle pratiche amministrative per l’uso della bandiera italiana, in modo che risulti competitiva sul piano internazionale, in rapporto alle diffusissime bandiere maltese, inglese e olandese, spesso preferite soprattutto dai cantieri produttori non per motivi fiscali, come si è portati a credere, ma per la snellezza e rapidità dei passaggi burocratici, determinanti per varare rapidamente una nuova imbarcazione e sottoporla ai test in mare per le omologazioni o per presentarla in un salone o a potenziali clienti. Sempre a favore delle aziende produttrici, la nuova normativa consentirà al costruttore di un’unità da diporto, ove per qualsiasi ragione non riesca a concluderne la vendita, di poterla immatricolare a proprio nome, per dare sbocco a un mercato a “km zero”.

Tra le tante novità del Codice appena completato è prevista anche l’introduzione di nuove forme di utilizzo commerciale delle unità da diporto, in linea con le raccomandazioni espresse dal Consiglio di Stato. Vengono previste, tra l’altro, sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di scuola nautica e viene corretta la disciplina delle patenti nautiche, con finalità di inclusione sociale delle persone diversamente abili e degli anziani. Al fine di migliorare la sicurezza in mare, per chi intende svolgere attività di noleggio occasionale viene introdotta un’anzianità di almeno tre anni di patente nautica. Viene inoltre istituito, finalmente, l’archivio nazionale dei prodotti delle unità da diporto al fine di contrastare l’immissione sul mercato di prodotti fraudolenti. Importante anche l’obbligo di introdurre, nei piani regolatori dei porti mercantili, strutture demaniali da destinarsi al ricovero a secco di imbarcazioni e di natanti da diporto.

“L’iter di questo provvedimento è stato veramente faticoso ma la determinazione e la costante presenza della nostra associazione hanno consentito di portarlo a termine anche in un frangente così complicato”. Questo il commento di Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica, che non ha mancato, nel giorno della “svolta”, di ringraziare i relatori parlamentari Agostino Santillo e Bernardo Marino (il primo, senatore, è un ingegnere casertano; l’altro, deputato, è un giornalista sardo), entrambi rappresentanti del Movimento 5Stelle. “Dobbiamo a loro – ha tenuto a sottolineare il numero uno del settore – se hanno avuto seguito le istanze del mondo dell’impresa e dell’utenza. Ora è necessario procedere al più presto ai provvedimenti di attuazione, per i quali auspichiamo la medesima capacità di ascolto”.

  • condividi l'articolo
Martedì 22 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento: 25-12-2020 11:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA