Il Mercury V12 da 600 hp

Fuoribordo: Mercury guida la corsa alle maxi potenze con il V12 da 600 hp. Yamaha e Suzuki puntano sull’efficienza

di Sergio Troise
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GENOVA - Il mercato dei fuoribordo è in piena salute e i concessionari hanno un solo problema: la mancanza di forniture sufficienti da parte della Case produttrici e dunque l’impossibilità di soddisfare la domanda, che negli ultimi mesi è stata tumultuosa. Presenti in massa al 61mo Salone di Genova, i principali marchi (Mercury, Yamaha, Honda, Suzuki, Selva) hanno comunque messo in mostra il meglio dei motori di ultima generazione, tutti proiettati sulla ricerca di soluzioni per l’abbattimento delle emissioni nocive e il rispetto dell’ambiente, ma anche sulla ricerca delle potenze più elevate. Una scelta, quest’ultima, resa necessaria dalla tendenza a motorizzare con propulsori fuoribordo anche barche e battelli pneumatici di dimensioni maggiori, in molti casi con soluzioni monstre, come l’allineamento di 4 motori sulla poppa.

Il motore più potente al mondo è il nuovissimo Verado V12 7,6 litri da 600 cavalli prodotto dagli americani della Mercury. E’ un gigantesco contenitore di tecnologia che al Salone di Genova ha recitato un ruolo da protagonista. Tra le tante chicche hi-tech spiccano la doppia elica, il piede sterzante in modo indipendente, la trasmissione a due rapporti, che distribuisce la coppia massima e l’accelerazione in prima marcia per poi passare silenziosamente alla seconda in modo da garantire navigazioni efficienti e velocità di punta mozzafiato. E ancora: i tecnici della Mercury assicurano che il nuovo super motore ha anche la capacità di controllare i consumi e dunque di assicurare una autonomia estesa, superiore a quella del concorrente più vicino, ovvero lo Yamaha V8 XTO da 425 cv. Tra i pregi vantati, anche il contenimento della rumorosità e delle vibrazioni. Valori, questi ultimi, definiti tout court “paragonabili a quelli del Verado V8 da 300 hp”.

Altro pregio del nuovo super motore Mercury è la compattezza. Che non solo contribuisce a contenere il peso a 572 Kg, ma – grazie al design affusolato della calandra - consente di sfruttare al massimo lo specchio di poppa, in modo da poter montare anche più motori affiancati, fino a una potenza massima di 2.400 cavalli. Inutile dire degli apparati tecnologici, a cominciare dal super joystick, disponibili per facilitare la navigazione, la sicurezza e le manovre in spazi stretti.

Se Mercury ha incantato il pubblico di Genova con questo autentico mostro di potenza, i giapponesi di Yamaha hanno puntato tutto sulla eco-compatibilità, presentando un avveniristico motore full electric denominato Harmo e montato sulla poppa di una barca chiamata Respiro (vedi articolo dedicato su questo sito). Per il resto la casa dei tre diapason ha portato a Genova tante novità: dalla gamma completa dei fuoribordo V6 in arrivo sul mercato nel 2022 (F300, F250, F225) ai sempre apprezzati package Capelli (di spicco quello dedicato al magnifico Stradivari) fino ai piccoli tender della giovane line-up YAM con scafo in alluminio.

Di grande effetto, a Genova, la presenza di 4 XTO V8 da 425 cv sulla poppa dell’Evolution 6.0 di Lion Yachts, imbarcazione di 60 piedi (oltre 18 metri), una delle più grandi tra quelle spinte da fuoribordo. Proiettandosi sul futuro, Yamaha ha annunciato che i nuovi V6 sul mercato dal 2022 sfrutteranno le migliori tecnologie sperimentate sul V8 XTO e ha anticipato che ci sarà un motore da 300 hp definito “il più ricco di funzionalità mai prodotto”: tra le tante, lo sterzo elettrico digitale (DES), la funzione TotalTilt e il sistema TERE (Thrust Enhancing Reverse Exhaust) che assicurerà una spinta eccezionale e il massimo controllo durante le manovre. Per il resto continuerà l’impegno sull’Environmental Plan, il piano per l’ambiente proiettato al 2050 che coinvolgerà non solo Yamaha Marine, ma tutta l’azienda giapponese.

Scelta simile ha fatto Suzuki Marine, che proprio durante il Salone di Genova s’è vista assegnare il Design Innovation Award, premio attribuito per l’introduzione del Micro Plastic Collector: il rivoluzionario dispositivo di filtraggio e raccolta delle microplastiche che la Casa di Hamamatsu ha introdotto un anno fa soltanto su alcuni propulsori sarà presto applicato, come dotazione di serie, su tutta la gamma. Lo ha anticipato il direttore della divisione Suzuki Marine e Moto Paolo Ilariuzzi, rivelando che nei piani ci sono anche motori più potenti degli attuali top di gamma da 350 hp, ma con l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza e contenere consumi ed emissioni.

Intanto, la 61ma edizione del Salone di Genova ha offerto a Suzuki l’occasione per presentare una serie di novità come il Precision Control (sostituisce i collegamenti meccanici a cavo con quelli elettronici); il Keyless Start System (permette di avviare il motore schiacciando un pulsante a distanza di un metro dalla consolle); i nuovi strumenti multifunzione MFG (visualizzano le informazioni indispensabili per il controllo della barca in navigazione) e il Syncro EYE, sistema integrato che consente, grazie all’utilizzo di un’unica rete digitale, di connettere fra loro i vari dispositivi in ​​modo che possano operare in perfetta sincronia.

Anche Honda Marine ha colto l’occasione del Salone di Genova per annunciare che nei piani c’è l’ampliamento della gamma dei fuoribordo, in particolar modo sulle potenze superiori ai 250 hp, che attualmente rappresentano il top della produzione. Intanto sono stati presentati in anteprima mondiale i nuovi BF115, BF135 e BF150, ovvero la fascia media della gamma. Tra i contenuti tutti da scoprire, una tecnologia più avanzata, prestazioni migliori, consumi ottimizzati, installazione e manutenzione semplificate. E’ stato rinnovato anche il design, con la calandra caratterizzata da linee tese e aerodinamiche, mentre il blocco motore è stato confermato nella sostanza, ma con elettronica totalmente aggiornata, in modo da migliorare i valori di coppia e sviluppare maggiore potenza senza incidere sui consumi.

A Genova è stata presentata, inoltre, anche la gamma dei tender e gommoni Honwave, recentemente rinnovata, con un nuovo look più moderno e alcune innovazioni, e due imbarcazioni della gamma 4XC Design appositamente progettate da Ranieri International per i fuoribordo Honda Marine.

L’italiana Selva ha occupato un’area molto ampia del padiglione Blu mettendo in mostra tutta la gamma di ultima generazione, con motori 2 tempi (da 15 a 80 cv), 4 tempi (da 2,5 a 250 cv) e DFI (da 40 a 80 cv). Interessanti le offerte di vendita in package, gommone+motore o anche barca+motore (con il marchio Karnic), ma su tutto spicca la new entry 2021 costituita dal motore V6 con potenza di 225 e 250 cv. Tra le chicche hi-tech il sistema a 24 valvole DOHC dotato di iniezione EFI (Electronic Fuel Injection) nonché di sistema di fasatura variabile VCT (Variable Camshaft Timing), per la massima efficienza nei consumi e la riduzione delle emissioni, oltre che per ottimizzare silenziosità e fluidità. Tra le proposte più interessanti dell’azienda valtellinese spicca inoltre - esclusivamente per chi acquista imbarcazioni pneumatiche o in vetroresina a marchio Selva – la disponibilità di uno speciale motore fuoribordo Blue Whale Shark da 350 cv con cilindrata di 5.333 cc e testata 8 cilindri a V.

Tra i marchi meno blasonati, ma in crescita come i big, si è fatto notare a Genova Hidea, brand cinese titolare di tre linee di prodotto, tra le quali una che produce motori a 2 tempi (ben 13 unità di potenza compresa tra 3 e 60 cv). La gamma 4 tempi propone invece 9 motori di potenza compresa tra 2,5 e 25 cv. Decisamente più interessante la linea EFI, che prevede propulsori più rispettosi dell’ambiente con iniezione elettronica e buone doti di accelerazione, nelle potenze di 20, 30, 40, 50 e 60 cv.

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Venerdì 24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento: 29-09-2021 19:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA