La Mini elettrica

Mini, il fascino british della mobilità elettrica. A batterie anche la più glamour delle compatte

di Piero Bianco
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Guardatela bene: se ha i retrovisori gialli e una fascia gialla sulla calandra grigia, non è una Mini normale. È la Cooper SE, la prima Mini elettrica. Realizzata sulla base della 3 porte di cui conserva le dimensioni (3,84 metri di lunghezza e 1,72 di larghezza) aggiungendo appena 2 cm in altezza per ospitare sotto al pianale i 12 moduli di batterie al litio. Con la nuova i3 targata Bmw, la Cooper SE firma la svolta elettrica del gruppo bavarese. Un derby in famiglia nel segmento delle compatte. E non è un caso che la trasformazione ecologica abbia riguardato proprio il brand britannico, così iconico e tradizionalmente sportivo. 

Il messaggio da esportare è che una vettura “zero emission” può essere anche glamour, perché tutte le Mini lo sono. «E questa è divertente da guidare esattamente come le versioni più sportive», assicura l’italiana Elena Eder, ingegnere, che ha diretto lo sviluppo del modello.
La Cooper SE incuriosisce parecchio, come abbiamo verificato a fine gennaio nel test di lancio a Miami. Alla guida di grandi Suv e pick-up, molti americani si sono accostati ai semafori per chiedere informazioni, come succede soltanto con le auto destinate al successo. Nel 2017 arrivò sul mercato la prima Mini elettrificata, la Countryman ibrida plug-in, ma questa è la vera rivoluzione: tutta elettrica, con un’autonomia variabile da 235 a 270 km. «Non è il range massimo – spiega Eder – perché abbiamo dovuto limitare a 145 kg l’aumento di peso, ma è più che sufficiente per l’impiego urbano e suburbano richiesto da clienti che al massimo percorreranno 30 km al giorno». Il motore da 130 kW e 270 Nm è lo stesso della Bmw i3S e garantisce una velocità massima di 150 km/h (autolimitati) con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,3”. La batteria ha una capacità di 32,6 kWh e si ricarica fino a 50 kW attraverso la presa Ccs2 Combo posizionata dietro lo sportellino del bocchettone in fiancata.

Disponibile una wallbox domestica da 11 kW con cui bastano 2,5 ore per ricaricare l’80% e 3,5 per il 100%. Il consumo dichiarato è di 13,2-15 kWh per 100 km. La Cooper SE conserva l’abiltabilità della versione termica, con un bagagliaio (da 211 a 731 litri) che può ospitare due grandi trolley. Il giallo caratterizza anche gli interni, dominati dal display digitale da 5,5 pollici e dal caratteristico schemo touch circolare a centro plancia. Il Connected Navigation consente di interagire a distanza con la vettura attraverso l’app dello smartphone, anche per controllare il processo di ricarica e la climatizzazione a pompa di calore. Il guidatore può selezionare tra 4 modalità di guida (Sport, Mid, Green e Green+) e due livelli di recupero energetico: il più intenso permette di guidare con il solo piede destro, fino allo stop completo della vettura.
Prodotta a Oxford (e presto anche in Cina) la più virtuosa delle Mini ha un listino compreso fra 33.900 e 42.000 euro, salvo incentivi. Sono previste interessanti formule di utilizzo condiviso con amici e familiari.

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Martedì 31 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento: 15:06 | © RIPRODUZIONE RISERVATA