La mobilità del futuro secondo Bosch

Un futuro a emissioni zero grazie all'elettrico ed all'idrogeno, ma la transizione è ibrida

di Nicola Desiderio
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ROMA - Elettrificazione, ma senza tralasciare il resto. È la visione di Bosch per i sistemi di propulsione che per il 2030 prevede tre quarti dei nuovi veicoli dotati ancora di un motore tradizionale, magari elettrificati con un sistema ibrido a 48 Volt o un plug-in.

Per questo Bosch, pur investendo 400 milioni di euro all’anno per l’elettrificazione, sta continuando a fare altrettanto con i motori tradizionali, a gasolio o a benzina, esplorandone tutto il potenziale in termini sia di efficienza sia di rispetto dell’ambiente. In particolare, l’azienda tedesca sta studiando nuovi sistemi di post trattamento dei gas di scarico che permetteranno di abbattere il particolato del 70% rispetto ai limiti fissati dallo standard Euro 6d anche in condizioni di guida reali.

Ma la riduzione delle polveri sottili passa anche attraverso gli pneumatici e i freni che sono responsabili per il 32% del totale. A questo proposito, un grande aiuto verrà dalla frenata rigenerativa delle auto ibride ed elettriche che, riduce il ricorso all’azione meccanica delle pinze sui dischi, abbatte del 95% l’emissione di polveri. Bosch inoltre ha sviluppato un nuovo tipo di disco rivestito al carburo di tungsteno, già adottato dalla Porsche, che riduce la produzione di polveri fino al 90% con effetti estetici benefici anche sulla pulizia del cerchio.

Bosch vuole raggiungere la leadership mondiale dei sistemi mild hybrid a 48 Volt grazie anche alla collaborazione con CATL, il maggior costruttore al mondo di celle per batterie agli ioni di litio. Bosch ha anche avviato una collaborazione strategica con Powercell Sweden per la produzione su scala industriale nel 2022 di celle a combustibile alimentate ad idrogeno. L’azienda tedesca prevede che nel 2030 il 20% dei veicoli elettrici venduti saranno ad idrogeno e guarda con attenzione ai carburanti sintetici che, prodotti ad fonti rinnovabili, permettono ai motori a combustione interna di avere un’impronta di CO2 neutrale.

Secondo il Ceo di Bosch, Volkmar Denner «Il percorso che porterà a una mobilità priva di emissioni deve essere neutrale dal punto di vista tecnologico. È l’unico modo per rendere la mobilità sostenibile e accessibile al grande pubblico» per questo l’azienda tedesca vede l’ibrido, in varie gradazioni, come l’unico modo per arrivare ad una mobilità a zero emissioni, grazie a motori tradizionali ad alta efficienza ed elettrici all’avanguardia, campi dove Bosch da sempre ha detto e continuerà a dire la sua.

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Martedì 17 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento: 31-03-2020 15:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA