La Fiat 500 elettrica

L'era elettrica di Fiat comincia con la 500. L'icona a batterie ha 320 km di autonomia

di Giampiero Bottino
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BOLOGNA - Un'icona senza tempo, la concreta testimonianza della maestrìa con cui Fiat ha saputo insegnare al mondo come si costruiscono, con creatività, fantasia e solida competenza tecnologica, le piccole auto, un concetto che tanto ha contribuito a diffondere la motorizzazione di massa non soltanto in Italia, ma anche in molti altri Paesi europei.
 

Stiamo parlando ovviamente della 500, la straordinaria vettura che il 4 luglio 1957 ha scritto (e non riscritto) le regole del gioco nel segmento di competenza, indicando una strada che tutti i competitor hanno dovuto gioco forza imboccare. Una leggenda che, dopo quasi trent'anni gloriosa carriera, ha saputo reinventarsi e rinascere nel 2007 – non a caso sempre il 4 luglio – con un fragoroso debutto celebrato in riva al Po alla presenza di oltre 100.000 persone, conquistando subito una popolarità pressoché plebiscitaria a livello internazionale – ancor oggi rimane il modello Fiat più venduto all'estero – e trainando nel 2012 il ritorno (per la verità meno fortunato di quanto previsto e sperato) del brand sul mercato Usa che aveva abbandonato quasi trent'anni prima.

Adesso per la camaleontica vettura del Lingotto – la generazione attuale è stata declinata in oltre 30 serie speciali – è arrivato il momento di cambiare ancora pelle (e cuore) me senza rinnegare le proprie origini. Anzi riallacciandosi alla tradizione per iniziare un viaggio nel futuro: la terza vita dell'inossidabile city car inizia nel segno della trazione elettrica, che sarà l'unica disponibile per il modello completamente nuovo il cui debutto pubblico ufficiale – dopo un'anteprima ristretta celebrata a Milano – è in programma nel capoluogo piemontese ancora una volta il 4 luglio, ma di quest'anno.
 

 

Il segno più evidente del cambiamento è ovviamente legato all'aspetto: pur rimanendo sempre inconfondibilmente 500, lo stile si è fatto più fluido, lineare e sinuoso, ma senza rinunciare ad alcune citazioni – come l'andamento del frontale, ora più verticale e meno sfuggente – della capostipite di 63 anni fa, mentre a esprimere anche visivamente il senso del nuovo che avanza provvede l'uso dei segni di riconoscimento: in mezzo al frontale non campeggia più il marchio Fiat ma il logo «500» stilizzato, mentre il badge sul portellone posteriore rappresenta da un lato la continuità con il modello attuale – con cui la new entry è destinata a convivere ancora per anche tempo – mentre il gioco cromatico determinato dalla cornice «Light blue» quasi fluorescente ne sottolinea l'essenza «full electric», rafforzando il concetto con l'ultimo zero che si trasforma in una «e».

Il tutto inserito in un corpo vettura che grazie alla nuova piattaforma può contare su proporzioni diverse – lunghezza e larghezza sono entrambe aumentate di 6 cm – che offrono la sensazione di una grande stabilità e conferiscono alla 500 a batteria una presenza su strada più importante.

Impressioni che trovano conferma nelle caratteristiche tecniche, da cui emerge l'identikit di un'auto da città non solo glamour, ma anche ricca di temperamento: il motore alimentato dalle batterie agli ioni di litio da 42 kWh eroga una potenza di 118 cv che garantiscono una velocità massima limitata elettronicamente a 150 km orari e un'accelerazione che consente di raggiungere i 100 all'ora con partenza da fermo in 9 secondi, tempo tutt'altro disprezzabile per una city car che tra l'altro può contare sulla piacevolezza della coppia massima disponibile da subito come è caratteristico della propulsione elettrica.

A proposito di piacere della guida, i tecnici Fiat hanno pensato a soddisfare il più ampio ventaglio di esigenze offrendo la scelta fra tre diverse modalità di guida: Normal, che regala sensazioni più vicine a quelle familiari di un'auto a combustione interna, Sherpa che ottimizza il consumo di energia limitando tra l'altro la velocità massima a 80 km orari e Range che consente di dosare la guida utilizzando un solo pedale (quello dell'acceleratore) e ricorrendo al freno soltanto quando bisogna procedere all'arresto completo della vettura.

Un'auto a emissioni zero capace di coniugare la buone performance con un'autonomia più che adeguata – fino a 320 km calcolati secondo il più recente (e verosimile) ciclo di prova Wltp – ma anche attenta a minimizzare quello che nonostante i continui progressi resta pur sempre uno dei limiti principali delle vetture a batteria: i tempi di ricarica.

Al sistema «fast charger» da 85 kW di serie, che funziona in corrente sia continua sia alternata, bastano infatti 5 minuti per ricostituire una riserva di energia sufficiente a percorrere 50 chilometri, che rappresentano una distanza superiore all’utilizzo medio giornaliero di un'auto di questa categoria. E nel caso in cui questa autonomia non sia sufficiente, in 35 minuti è possibile ricaricare la batteria all'80%.

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Giovedì 30 Aprile 2020 - Ultimo aggiornamento: 02-05-2020 14:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA